Officio del Piccolo Canone di Invocazione alla più che Santa Deìpara

OFFICIO   DEL PICCOLO CANONE D’INVOCAZIONE

ALLA PIÙ CHE SANTA DEÌPARA

cantato in ogni circostanza avversa e di tribolazione dell’anima.

Poema del monaco Teostericto, o, secondo altri, di Teofane.

Traduzione di Antonio Lotti.

   Sac.: Benedetto il nostro Dio, in perpetuo: ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Coro: Amen.

Venite ad adorare: prosterniamoci al Re nostro Dio.

Venite ad adorare: prosterniamoci a Cristo, il Re nostro Dio.

Venite ad adorare: prosterniamoci a lui, Cristo, il Re e nostro Dio.

   Lett.: Salmo 142:

Signore, ascolta la mia preghiera, abbi orecchie per la mia supplica nella tua verità, ascoltami nella tua giustizia. 2E non chiamare in giudizio il tuo servo: nessun vivente sarà giusto alla tua presenza. 3Il nemico perseguita la mia anima, umilia a terra la mia vita, mi tiene accasciato nelle tenebre, come i morti da tempo. 4E il mio spirito in me   languisce, dentro di me il mio cuore si agita. 5Ricordo i giorni antichi, ripasso tutte le tue opere, medito le azioni delle tue mani. 6Tendo a te le mie mani; la mia anima, come terra arida, verso di te. 7Presto, ascoltami, Signore, il mio spirito viene meno: non distogliere da me il tuo volto, o somiglierò a chi scende la fossa. 8Fammi udire al mattino la tua misericordia: io in te spero; fammi conoscere, Signore, la via in cui camminare: a te io alzo la mia anima. 9Toglimi ai miei nemici, Signore: in te io mi rifugio. 10Insegnami a fare la tua volontà: sei Tu il mio Dio; lo Spirito tuo buono mi guiderà su terra piana. 11Per mezzo del tuo nome fammi vivere, Signore, nella tua giustizia togli la mia anima dall’afflizione. 12E nella tua misericordia eliminerai i miei nemici, distruggerai tutti quelli che affliggono la mia anima, perché io sono tuo servo.

 

Subito dopo il Coro canta il RESPONSORIO (Ps 117): Tono 4°:

Rit.:Il Signore Dio è apparso a noi, benedetto Colui che viene nel nome del Signore.

Vers.: Confessate il Signore e invocate il suo Nome santo.

Rit.: Il Signore Dio è apparso a noi, benedetto Colui che viene nel nome del Signore.

Vers.: Tutte le nazioni mi circondarono, e nel Nome del Signore le respinsi.

Rit.: Il Signore Dio è apparso a noi, benedetto Colui che viene nel nome del Signore.

Vers.: Questo è fatto dal Signore e fa meraviglia ai nostri occhi.

Rit.: Il Signore Dio è apparso a noi, benedetto Colui che viene nel nome del Signore.

Seguono gli inni (Tropari):

Tono 4°:

Alla Deìpara con premura ricorriamo, noi peccatori ed umili,* prosternati in ravvedimento gridiamo dal profondo dell’anima:* Sovrana, aiutaci e sii con noi generosa,* affréttati, periamo sotto molte colpe;* non rimandare delusi i tuoi servi:* te sola infatti abbiamo come speranza.

 Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.

Tropario del santo o della festa tempio.

Ai Santi Medici, Tono 8°:

Santi anargiri e taumaturghi,* visitate le nostre infermità;* gratuitamente riceveste,* gratuitamente date a noi.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

 Deìparo, tono 4°:

Non cesseremo mai, noi indegni,* di narrare i tuoi portenti, Deìpara;* se non intercedessi tu,* chi ci scamperebbe da tanti pericoli?* chi ci terrebbe liberi finora?* Sovrana, non ci stacchiamo da te,* sempre tu salvi i tuoi servi da ogni sciagura.

Lett. : Salmo 50:

Abbi misericordia di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia, e secondo le tue dimolte indulgenze cancella il mio delitto. Lavami a fondo dalla mia iniquità e mondami dal mio peccato: riconosco la mia iniquità e il mio peccato mi è in continuo davanti; contro te solo ho peccato e ho fatto il male in tua presenza, così che tu sia trovato giusto sulle tue parole e vinca, chiamato a giudizio. Ecco, sono infatti concepito nelle iniquità, e nei peccati mi ha figliato mia madre. Ecco, ami la verità, mi riveli gli arcani e i segreti della tua sapienza. Mi aspergerai con issòpo e sarò mondato, mi laverai e tornerò bianco più che neve. Mi farai udire esultanza e allegrezza, ossa umiliate esulteranno. Distogli il tuo volto dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. Crea in me un cuore puro, o Dio, e rinnova nelle mie viscere lo spirito retto. Non respingermi dal tuo volto e non togliermi il tuo spirito santo. Ridammi l’esultanza della tua salvezza, rafforzami con lo spirito di comando. Insegnerò agli iniqui le tue vie, e gli empi torneranno a te. Liberami dal sangue, o Dio, Dio della mia salvezza: la mia lingua esulterà per la tua giustizia. Signore, aprirai le mie labbra e la mia bocca proclamerà la tua lode. Se tu volessi un sacrificio, lo darei: non gradirai le vittime arse; sacrificio a Dio è uno spirito contrito; un cuore contrito e umiliato, Dio non disprezzerà. Adorna Siòn del tuo gradire, Signore, e siano costruite le mura di Gerusalemme; allora gradirai il sacrificio di giustizia, l’offerta ascesa e le vittime arse, allora eleveranno vitelli sul tuo altare.

 

Indi si canta il CANONE:

Tono 8°:

Ode Prima.

Cantico di Mosé nell’Esodo (15: 1-9).

Avendo totalmente subissato Faraone, così Mosé si esprime.

1Cantiamo al Signore: gloriosamente si è glorificato; ha gettato in mare cavallo e cavaliere. 2Si è reso mio soccorritore e protettore insalvezza. Questi è il mio Dio, e lo glorificherò, Dio di mio padre, e lo esalterò. 3Il Signore macina le guerre, il suo nome è Signore. 4Ha precipitato in mare i carri del Faraone e la sua milizia, ha sommerso i suoi cavalieri scelti nel mar Rosso; 5li ha coperti nel mare; andarono a fondo come una pietra. 6La tua destra, Signore, si è glorificata con la forza, la tua mano destra, Signore, ha percosso i nemici. 7E con la tua dimolta gloria hai sbaragliato i tuoi avversari, 8 hai mandato la tua collera, ed essa li ha divorati come paglia. 9Con il soffio della tua furia l’acqua si divise, le acque si addensarono come un muro, le onde si addensarono in mezzo al mare. 10Il nemico disse: lo inseguirò e lo raggiungerò, mi spartirò il bottino, sazierò la mia anima, alzerò la mia spada, la mia mano dominerà. 11Tu mandasti il tuo Spirito, e il mare li ricoprì, affondarono come piombo in acque immense. 12Chi è simile a te tra gli dèi, Signore? Chi è simile a te, glorificato nel santuario, mirabile per atti gloriosi, artefice di prodigi! 13Hai steso la tua destra, e la terra li ha inghiottiti, 14hai guidato con la giustizia questo tuo popolo che hai redento, lo hai confortato con la tua forza, fino al tuo soggiorno santo. 15Le nazioni udirono e fremettero; dolori colsero gli abitanti di Filistea. 16aAllora i condottieri di Edòm e i capi di Moab si mossero in fretta, un tremito li prese, gli abitanti di Canaàn si dispersero tutti. 16B Rovescia tremito e paura su di loro, restino pietrificati da come è grande il tuo braccio,16c sinché il tuo popolo sia passato, Signore, sinché sia passato questo popolo che ti sei acquistato. 17Conducilo e piantalo sul monte della tua eredità, nell’abitazione adatta che hai costruito, Signore, nel luogo di santità che le tue mani hanno preparato. 18Il Signore regna per secoli, sui secoli e ancora oltre. 19Così il cavallo di Faraone con carri e cavalieri entrò in mare, e il Signore rimandò su di loro l’acqua del mare, ma i figli d’Israele camminarono sull’asciutto nel mezzo del mare.

Il Canovaccio (Irmo):

La gente di Israele passò il mare come terraferma* in fuga dal duro giogo dell’Egitto, ed esclamò:* Cantiamo al redentore e nostro Dio.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Tropari:

Sono oppresso da molte prove e in te mi rifugio* presso di te cercando salvezza: Madre del Verbo e Vergine,* vieni a salvarmi da sciagure e disgrazie.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Mi scuotono gli assalti delle passioni, di grande sconforto è colma la mia anima:* Giovinetta, dàlle la pace con la serenità* del tuo Figliolo e Dio, o irreprensibile.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito

Hai partorito il Salvatore e Dio: o Vergine ti supplico,* scampami dalle sciagure; ora in te mi rifugio* e a te rivolgo l’anima e la mente.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Sono malato nel corpo e nell’anima:* consentimi la divina veglia e la tua provvidenza,* unica che hai generato Dio, qual buona madre di lui che è buono.

 

Ode Terza.

Preghiera di Anna, madre del Profeta Samuele (1Re 2: 1-10)

La donna sterile, nel partorire in modo inatteso, celebra Dio.

Il mio cuore è saldo nel Signore, il mio corno° è stato esaltato nel mio Dio, la mia bocca si è dilatata sui miei nemici, mi sono rallegrata nella salvezza che dài. 2Non c’è santo come il Signore, e non c’è giusto come il nostro Dio; non c’è santo all’infuori di te. 3Non vi vantate, e non parlate altezzoso, non esca dalla vostra bocca superbia, perché il Signore è Dio di conoscenza e Dio che prepara ogni impresa. 4Ha indebolito l’arco del potente e chi era debole è cinto di forza. 5I sazi di pane se ne trovano privi e gli affamati si emancipano dalla terra, e così la sterile ha partorito sette volte e la prospera di figli è avvizzita. 6Il Signore fa morire e genera vita, fa scendere nell’ade e ne riconduce. 7Il Signore impoverisce e arricchisce, umilia e innalza, 8solleva il misero dalla terra, e ridesta dal letame il povero, in modo che sieda con i potentati del popolo ed erediti un trono di gloria. 9Egli è Colui che esaudisce la preghiera del supplice e ha benedetto gli anni del giusto. Non nella forza sta l’uomo potente: 10il Signore renderà debole chi lo sfida, il Signore è santo. Il sapiente non si vanti della sua sapienza, il potente non si vanti della sua potenza e il ricco non si vanti della sua ricchezza, ma chi vanta vanti di questo, di intendere e conoscere il Signore, di praticare il diritto e la giustizia in mezzo alla terra.10dIl Signore è salito ai cieli e ha tuonato, Egli giudicherà le cime della terra, dà la forza ai nostri re ed esalterà il corno° del suo Cristo.

Coro: vigore personale o potente difesa; anche simbolo del Messia.

L’Irmo:

O Signore, creatore della volta celeste e fondatore della Chiesa,* sorreggimi con il tuo amore,* Tu, vetta delle aspirazioni, e fermezza dei fedeli, unico benigno.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Tropari:

Ti pongo patrona e riparo della mia vita,* Genitrice di Dio e Vergine: guidami al tuo porto,* tu causa dei beni e saldezza dei fedeli, unica tutta inneggiata.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Ti supplico, Vergine, dissipa l’agitazione dell’anima e la tempesta dell’ansia.* tu infatti, Sposa di Dio,* hai procreato Cristo, che dispensa il sereno, unica tutta pura.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito

Hai partorito il Benefattore, la causa dei beni:* versa a tutti i ricchi benefici; tutto puoi infatti,* per aver procreato Cristo, il potente e forte, o beata in Dio.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Da insidiosi malanni e insane passioni sono provato, o Vergine;* aiutami tu, o irreprensibile: so che sei scrigno* di guarigioni miracolose, mai scarso né consumato.

Altri Tropari. Tono 6°:

Salva da ogni pericolo i tuoi servi, o Deìpara:* tutti ci rifugiamo in te dopo che in Dio,* muraglia salda e patrocinio.

Guarda con benevolenza, o Deìpara inneggiata,* alla penosa malattia che rode il mio corpo* e guarisci la sofferenza della mia anima.

Segue la SUPPLICA INTENSA:

Diac.: Abbi misericordia di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia; ti preghiamo, ascolta e abbi misericordia.

Coro: Kyrie elèison. (3 volte, ad ogni petizione).

Ancora preghiamo per il gran presule e nostro padre. il santissimo patriarca …, e per il nostro presule, il sacratissimo vescovo (arcivescovo, metropolita) …, e per tutta la nostra comunità di fratelli in Cristo.

Ancora preghiamo per la nazione, i governanti e le forze della difesa.

Ancora preghiamo misericordia, vita, pace, salute, salvezza, visitazione, perdono e remissione dei peccati sui servi di Dio, tutti cristiani pii ed ortodossi, abitanti e ospiti di questa città (contrada, isola, monastero) e di questa parrocchia.

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per gli ammalati dice:

Ancora preghiamo misericordia, vita, pace, salvezza, visitazione, perdono e remissione dei peccati sul servo (-a, -i, -e) di Dio (nomi), affinché Dio nostro lo (la, li, le) preservi da ogni malattia dell’anima e del corpo che lo (la, li) minaccia e gli (le) renda (loro) la salute e l’integrità di prima.

per i viaggiatori e gli emigrati:

Ancora preghiamo per i servi di Dio (nomi), che siano salvi da soprusi e da ogni attacco, che tornino in pace e in salute, dopo aver compiuto i loro progetti in piena giustizia secondo i suoi comandamenti e che siano ricolmi dei suoi beni, terreni e celesti.

per i naviganti per mare o per aria:

Ancora preghiamo che, nel compiere il loro viaggio, i servi di Dio (nomi) compiano una traversata agevole per acque o per aria, che tornino tutti al porto della salvezza, che Cristo nostro Dio navighi e proceda con loro, dia buon esito al loro viaggio e serbi il loro peregrinare in questa vita da intemperie e danni; preghiamo dunque per loro:

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Ancora preghiamo per il popolo convenuto, che aspetta la tua grande e ricca misericordia.

Sac.: Tu sei Dio misericorde e benigno, e noi a te noi rendiamo gloria: Padre e Figlio e santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Coro: Amen.

Catisma. Tono 2°:

Fervida preghiera, baluardo inattaccabile, fonte di misericordia,* rifugio del mondo, pressanti ti esclamiamo:* Sovrana Deìpara, accorri a scamparci dai pericoli,* tu che unica dài sùbito il tuo patrocinio.

 

Ode Quarta.

Preghiera del Profeta Anvacùm mediante un’ode (Av. 3: 1-19)

Raccontaci, Anvacùm, l’inanizione del Verbo.

Signore, ho ascoltato la tua narrazione e ho temuto; 2Signore, ho compreso le tue opere e mi sono stupito. In mezzo a due animali sarai riconosciuto; quando gli anni saranno imminenti ti mostrerai; quando verrà il tempo, ti rivelerai; quando il mio animo sarà agitato, nella collera ti sovverrai della misericordia. 3Dio verrà da Temàn e il Santo dal monte ombroso di foreste. Il suo valore ha coperto i cieli, e la terra è piena della sua lode. 4Il suo fulgore sarà come la luce; ci sono corni° nelle sue mani, e ha fatto della sua forza una carità potente. 5Davanti al suo volto camminerà il verbo, e uscirà per la correzione lungo i suoi passi. 6Si è fermò, e la terra si scosse; guardò, e le nazioni si dileguarono. Per la sua violenza i monti si aquarciarono, le colline eterne si dileguarono, 7 a prezzo di travagli vidi i suoi percorsi eterni. Le dimore degli Etiopi avranno terrore, così pure le dimore della terra di Madiàm. 8Ti adirasti forse contro i fiumi, Signore? La tua furia forse era contro i fiumi, o il tuo impeto contro il mare? salisti infatti sui tuoi cavalli, e il tuo cavalcare è salvezza. 9Tenderai il tuo arco contro gli scettri, dice il Signore. La terra sarà solcata di fiumi. 10I popoli ti vedranno e si doleranno, tu sei uno che scompiglia le acque dal loro cammino; l’abisso emise la sua voce, aspetto della sua sublimità. 11Il sole si levò, e la luna tenne il suo posto; i tuoi dardi scatteranno nella luce, nel bagliore di folgore delle tue armi. 12Nella veemenza desolerai la terra, e nella furia abbatterai le nazioni. 13Uscisti alla salvezza del tuo popolo, venisti a salvare il tuo Crismato°°, gettasti la morte sulle teste degli iniqui, erigesti catene fino al collo. 14In un impulso hai tagliato le teste dei potenti: saranno scrollati dalla terra; apriranno le loro mascelle come il povero che mangia di nascosto.15E hai cavalcato sul mare i tuoi cavalli, che sconvolgono le grandi acque. 16Ho osservato, e il mio ventre si è atterrito alla voce di preghiera delle mie labbra, il tremito è entrato nelle mie ossa; e più sotto il mio vigore si è disgregato. Riposerò nel giorno dell’afflizione, quando salirò verso il popolo che mi darà ospitalità. 17Allora il fico non frutterà e non ci saranno virgulti nelle vigne. Il lavoro dell’olivo sarà ingannevole, e i campi non produrranno cibo. Le greggi saranno in abbandono, prive di foraggio, e non si troveranno buoi nelle stalle. 18Io invece esulterò nel Signore, giubilerò in Dio mio Salvatore. 19Il Signore Dio è la mia forza e disporrà i miei passi fino al compimento. E mi farà cavalcare sulle alture, a che io vinca, con un’ode per lui.

° corno: vigore personale o potente difesa, anche simbolo del Messia.

°° Crismato (da chrisma, unzione): persona unta con l’olio dei profeti; spesso Messia, Cristo.

L’Irmo:

Ho udito, Signore, il mistero del tuo progetto,* ho compreso le tue opere* e glorificato la tua divinità.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Tropari:

Placa la tormenta deelle mi passioni * e la tempesta delle colpe: hai partorito il Signore* e nostro nocchiere, o Sposa di Dio.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Concedimi la tua profonda generosità, ti invoco:* tu hai procreato il generoso Salvatore* di tutti noi che ti inneggiamo.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito

Godiamo dei tuoi doni* e con l’inno ti intoniamo un grazie, o tuttacasta,* riconoscendo la tua divina maternità.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Abbiamo in te speranza, sostegno e saldo muro di salvezza,* noi, o tuttacasta* e siamo liberati da ogni difficoltà.

 

Ode Quinta.

Preghiera del Profeta Isaia (Is. 26: 9-20).

Profezia o piuttosto preghiera di Isaia.

9 La notte il mio spirito veglia per te, o Dio, perché i tuoi comandi sono luce sulla terra. Imparate la giustizia, abitanti della terra; 10l’empio è infatti messo a tacere. Chiunque non abbia imparato la giustizia sulla terra, non adempirà la verità; l’empio sia tolto, a che non veda la gloria del Signore. 11Signore, il tuo braccio è alto, ed essi non lo videro, ma quando lo conosceranno, saranno confusi. Lo zelo coglierà un popolo incolto, e ora il fuoco divorerà i tuoi avversari. 12Signore nostro Dio, dacci la pace; ci hai infatti donato tutto. 13Signore nostro Dio, vieni a prendere possesso di noi; Signore, all’infuori di te altri non conosciamo, abbiamo invocato il tuo Nome. 14I morti invece non vedranno la vita, né i medici li risusciteranno; perciò li hai sospinti e fatto perire, e hai tolto ogni maschio tra di loro. 15Imponi su di loro mali, Signore, imponi su di loro mali, sui gloriosi della terra. 16Signore, nell’afflizione ti ricordo, con una breve afflizione la tua correzione è su di noi 17E come la donna in travaglio è prossima al parto e grida di dolore, così noi siamo divenuti per il tuo Amato. Per timor di te, Signore, 18abbiamo concepito in seno, travagliato e partorito; abbiamo procreato sulla terra lo spirito della salvezza. Non cadremo noi, ma cadranno tutti gli altri che abitano sulla terra. 19I morti risorgeranno, chi è nelle tombe si sveglierà, chi giace nella terra si rallegrerà. 3La rugiada infatti che proviene da te è per loro guarigione, ma la terra degli empi cadrà. 20Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze, chiudi la tua porta, nasconditi quel po’ che basta a che passi la collera del Signore.

L’Irmo:

Sii luce per noi con i tuoi precetti, Signore;* e con il tuo braccio alto* concedici la tua pace, o benigno.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Tropari:

Colma di letizia il mio cuore, o Casta, con la tua gioia spirituale,* tu che hai generato* Colui che causa la nostra letizia.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Scampaci dai pericoli, casta Deìpara: tu hai partorito Cristo,* redenzione eterna* e pace oltre ogni pensiero.

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito

Disperdi la nebbia delle colpe, o Sposa di Dio,* con la tua vivida luce:* tu hai partorito* la luce divina che è prima dei secoli.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Sana le mie malate passioni, o Casta,* acconsenti a vegliarmi, e concedimi la salute* mediante la tua preghiera.

 

Ode Sesta.

Preghiera del Profeta Giona (Jon. 2: 3-10).

Da dentro la bestia Giona gridava e diceva.

Ho gridato nella mia tribolazione al Signore mio Dio, e lui mi ha esaudito: dal ventre dell’ade hai udito il grido della mia voce. 4Mi hai gettato nel profondo cuore del mare, e le correnti mi hanno circondato; tutte le tue tempeste e i tuoi marosi sono passati su di me. 5E io ho detto: sono respinto dai tuoi occhi; tornerò mai a guardare il tuo tempio santo? 6L’acqua mi serrava fino all’anima, l’abisso estremo mi circondava, la mia testa è scesa fino alle scissure dei monti. 7Sono sceso nella terra le cui sbarre hanno serrature eterne: possa la mia vita risalire dalla corruzione a te, Signore mio Dio. 8Mentre la mia anima svaniva via da me, mi sono ricordato del Signore, e a te giunga la mia preghiera, nel tuo tempio santo. 9I custodi di vanità e menzogne hanno rinunciato alla misericordia per sé stessi. 10Io invece con voce di lode e confessione sacrificherò a te, adempirò a te i voti che ho fatto per la mia salvezza, a te, Signore.

L’Irmo:

Getterò la mia supplica sul Signore e gli racconterò le mie afflizioni,* perché la mia anima è piena di mali, e la mia vita è vicina all’ade;* ti prego, come fece Giona: Toglimi, o Dio, dalla corruzione.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Tropari:

Quando si consegnò alla morte, da morte il Signore salvò la mia natura, stretta da morte e corruzione;* o Vergine, implora il tuo Signore e Figlio che mi liberi* dalle perfide azioni dei nemici.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Ti so patrona della mia vita e rocca sicura, o Vergine:* disperdi la ressa delle tentazioni, respingi l’assalto dei demòni;* insistendo ti prego: liberami dalle mie passioni.

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.

Ti abbiamo muraglia di rifugio, piena salvezza delle anime e varco nelle strette, o Giovinetta,* e nella tua luce sempre esultiamo.* O Sovrana, salvaci* dai pericoli e dalle passioni.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Giaccio ora sul mio letto di malattia, e non trovo guarigione nel corpo;* ma tu hai portato nel grembo Dio che salva il mondo e guarisce le malattie:* a te chiedo ogni bene, dammi sollievo dal corrompere delle malattie.

Altri Tropari, Tono 6°:

Scampa i tuoi servi da ogni pericolo, o Deìpara,* perché tutti ci rifugiamo presso Dio in te, * muraglia salda e patrocinio.

O illibata, senza dir come negli ultimi giorni* con un verbo hai partorito il Verbo:* imploralo con confidenza di madre.

Segue la SUPPLICA INTENSA:

Diac.: Abbi misericordia di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia; ti preghiamo, ascolta e abbi misericordia.

Coro: Kyrie elèison. (3 volte, ad ogni petizione).

Ancora preghiamo per il gran presule e nostro padre, il santissimo patriarca …, e per il nostro presule, il sacratissimo vescovo (arcivescovo, metropolita) …, e per tutta la nostra comunità di fratelli in Cristo.

Ancora preghiamo per la nazione, i governanti e le forze della difesa.

Ancora preghiamo misericordia, vita, pace, salute, salvezza, visitazione, perdono e remissione dei peccati sui servi di Dio, tutti cristiani pii ed ortodossi, abitanti e ospiti di questa città (contrada, isola, monastero) e di questa parrocchia.

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per gli ammalati dice:

Ancora preghiamo misericordia, vita, pace, salvezza, visitazione, perdono e remissione dei peccati sul servo (-a, -i, -e) di Dio (nomi), affinché Dio nostro lo (la, li, le) preservi da ogni malattia dell’anima e del corpo che (la, li) minaccia e gli (le) renda (loro) la salute e l’integrità di prima.

per i viaggiatori e gli emigrati:

Ancora preghiamo per i servi di Dio (nomi), che siano salvi da soprusi e da ogni attacco, che tornino in pace e in salute, dopo aver compiuto i loro progetti in piena giustizia secondo i suoi comandamenti e che siano ricolmi dei suoi beni, terreni e celesti.

per i naviganti per acque o per aria:

Ancora preghiamo che, nel compiere il loro viaggio, i servi di Dio (nomi) compiano una traversata agevole per acque o per aria, che tornino tutti al porto della salvezza, che Cristo nostro Dio navighi e proceda con loro, dia buon esito al loro viaggio e serbi il loro peregrinare in questa vita da intemperie e danni; preghiamo dunque per loro:

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Ancora preghiamo per il popolo convenuto, che aspetta la tua grande e ricca misericordia.

Sac.: Tu sei Dio misericorde e benigno, e a te noi rendiamo gloria: Padre e Figlio e santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Coro: Amen.

Contacio, Tono 2°:

Patrocinio intrepido dei cristiani,* immutabile ambasceria presso il Creatore,* non sottrarti alle suppliche dei peccatori,* ma accorri, buona, in aiuto a noi che gridiamo con fede:* corri alla preghiera e insisti nella supplica,* Deìpara che sempre difendi chi ti inneggia.

Graduali

1a Antifona del 4° Tono:

Dalla mia giovinezza molte passioni mi combattono;* ma soccorrimi Tu, e salvami, Salvatore mio. (2 volte)

Voi che odiate Siòn,* siate confusi dal Signore;* come erba infatti* al fuoco sarete disseccati (2 volte)

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito,

Dal santo Spirito ogni anima è ravvivata,* con la purificazione è innalzata,* e splende, Unità della Trinità, in modo sacro e misterioso.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Dal santo Spirito sgorgano le sorgenti della grazia* e irrorano tutto il creato per generare vita.

Prochimeno. Tono 4° (Ps 44: 18 e 11-12):

Rit. Ricorderò il tuo Nome per ogni generazione e generazione.

Vers.: Ascolta, figlia, guarda e presta orecchio, e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre, e il re si invaghirà della tua bellezza, perché è lui il tuo Signore.

 

Evangelo.

Diac.: E per meritare l’ascolto del santo vangelo, supplichiamo il Signore nostro Dio.

Coro: Kyrie elèison. (3 volte)

Diac.: Sapienza in piedi, ascoltiamo il santo vangelo.

Sac.: Pace a tutti.

Coro: e al tuo spirito.

Diac.: Lettura del santo vangelo secondo Luca.

Coro: Gloria a te, Signore, gloria a te.

Diac.: Stiamo attenti.

Il Diac. legge Lc, 1: 39-49 e 56.

In quei giorni Maria, levatasi, viaggiò in fretta verso la regione dei monti, a una città di Giuda,* ed entrò nella casa di Zaccaria, e salutò Elisabetta.* E come Elisabetta udì il saluto di Maria, avvenne che il bambino esultò dentro il grembo di lei ed Elisabetta fu piena di Spirito santo,* ed ella esclamò a gran voce, dicendo: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo.* E a che debbo che la madre del mio Signore sia venuta da me?* Ecco infatti che, come la voce del tuo saluto è giunta alle mie orecchie, il bambino in gaudio ha esultato nel mio grembo.* E beata colei che ha creduto che avranno compimento le parole a lei dette dal Signore”.* E disse Maria: “L’anima mia magnifica Il Signore* e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore,* perché ha guardato all’umiltà della sua serva: ecco infatti che da ora tutte le generazioni mi diranno beata:* il Potente ha fatto in me grandi gesta, e santo è il suo Nome”. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi fece ritorno a casa sua.

Al termine:

Coro: Gloria a te, Signore, gloria a te.

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.

Padre, Verbo, Spirito, o Trinità nell’Unità,* cancella le mie dimolte colpe.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Per le preghiere della Deìpara, o Misericordioso,* cancella le mie dimolte colpe.

 

Vers. Tono 4° (Ps 50): Abbi misericordia di me, o Dio, secondo grande tua misericordia,

e per le tue dimolte indulgenze, cancella il mio delitto.

Tono 6°:

Non affidarmi ad umano patrocinio, tuttasanta Deìpara,* accogli la preghiera del tuo servo:* l’afflizione mi stringe, non reggo le frecce dei demoni;* non ho riparo, né luogo dove fuggire, me infelice, dovunque combattuto;* non ho conforto se non in te.* O sovrana del mondo, speranza e patrocinio dei fedeli, non trascurare la mia supplica, agisci in ciò che è adatto.

Teotochii:

Nessuno che a te ricorra va via da te deluso, casta Vergine Deìpara:* chiede la grazia e ne riceve il dono,* in modo adatto alla richiesta.

Tu cambiamento degli afflitti e guarigione degli infermi, o Deìpara Vergine,* salva città e popolo, tu, pace di chi vive nell’ostilità e quiete di chi è nella tempesta,* tu, unica tutela dei fedeli.

Ode Settima.

Preghiera dei santi Tre Giovinetti

(Preghiera di Azaria e dei Tre Giovinetti, in Daniele 3: 2-33)

La lode dei tre Giovani spegne il fuoco.

Benedetto sei Tu, Signore Dio dei nostri Padri, e il tuo nome lodato e glorificato nei secoli, 3perché sei giusto in tutto ciò che hai fatto per noi e tutte le tue opere sono veritiere; e rette sono le tue vie, e veri tutti i tuoi giudizi. 4E hai compiuto giudizi di verità in tutto ciò che hai sospinto su di noi e sulla città santa dei nostri padri, Gerusalemme, perché con verità e giudizio ci hai cagionato tutto ciò, a causa dei nostri peccati. 5Abbiamo peccato e commesso iniquità nell’allontanarci da te, 6e ancora abbiamo peccato in tutto e non abbiamo ascoltato i tuoi comandamenti né li abbiamo osservati, né praticati per come ci hai ordinato perché fosse bene per noi. 7E tutto ciò che ci hai arrecato, e tutto ciò che ci hai fatto, lo hai fatto con veritiero giudizio. 8E ci hai consegnato nelle mani di nemici iniqui, nemicissimi rinnegati, e a un re ingiusto, il più malvagio di tutta la terra. 9Ed ora non riusciamo ad aprire bocca; siamo divenuti vergogna e abominio per i tuoi servi e per coloro che ti venerano. 10Non consegnarci per sempre, a motivo del tuo nome santo e non disfare il tuo testamento, e non rimuovere da noi la tua misericordia, a motivo di Abraamo tuo diletto e a motivo di Isacco tuo servo e di Israele tuo santo: 12a loro hai promesso di moltiplicare la discendenza come stelle del cielo e come sabbia in riva al mare. 13Sovrano, siamo i più piccoli di tutte le nazioni e siamo umiliati in tutta la terra oggi, a causa dei nostri peccati. 14E non c’è in questo tempo né principe, né profeta, né guida, né olocausto, né sacrificio, né offerta, né incenso, né luogo per offrire primizie alla tua presenza, e trovare così misericordia. 15Ma noi si possa essere accetti con l’anima contrita e con uno spirito di umiltà. 16Come fossero doni da ardere di arieti e tori, e come fossero miriadi di pingui agnelli, così sia la nostra immolazione alla tua presenza oggi e sia perfetta davanti a te, perché chi ha fiducia in te non ha confusione. 17E ora ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto. 18Non confonderci, ma agisci con noi secondo la tua equità e la tua dimolta misericordia. 19E toglici, secondo le tue opere mirabili e glorifica il tuo Nome, Signore; provino vergogna quelli che attentano ai tuoi servitori, 20siano confusi, spogli di ogni potere, e la loro forza sia spezzata. 21E sappiano che sei Tu il Signore, Dio unico e glorioso sull’universo. 22E gli addetti del re, che li avevano gettati dentro, non smisero di infuocare la fornace con nafta, pece, stoppa e sarmenti. 23E la fiamma si sprigionò al di sopra della fornace per quarantanove cubiti 24e si diramò, e divampò tra quei Caldei che trovò intorno alla fornace. 25E l’angelo del Signore discese nella fornace accanto ad Azarìa e ai suoi compagni, e spinse la fiamma del fuoco fuori dalla fornace, 26e fece in mezzo alla fornace come uno spirare di rugiada, ventilando; e il fuoco non li toccò affatto, e non provocò loro né dolore né angoscia. 27Allora i tre, quasi a una sola bocca, si misero a inneggiare, a benedire e a glorificare Dio nella fornace, dicendo: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri Padri, più che inneggiato e più che mai esaltato nei secoli. 29E benedetto il Nome santo della tua gloria, più che inneggiato e più che mai esaltato nei secoli. 30Benedetto sei tu nel tempio della tua santa gloria, più che inneggiato e più che mai esaltato nei secoli. 31Benedetto sei tu, scrutatore degli abissi, assiso sui cherubini, più che inneggiato e più che mai esaltato nei secoli. 32Benedetto sei tu sul trono di gloria del tuo regno, più che inneggiato e più che mai esaltato nei secoli. Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, più che inneggiato e più che mai esaltato nei secoli.

L’Irmo:

I Giovinetti di Giudea, un tempo a Babilonia* con la loro fede nella Trinità calpestano il fuoco della fornace cantando:* O Dio dei nostri padri, sei benedetto.  

Più che santa Deìpara, salvaci.

Tropari:

Hai voluto adempire il progetto della nostra salvezza, Salvatore,* hai abitato il mondo nel seno della Vergine e l’hai resa sua patrona;* O Dio dei nostri padri, sei benedetto.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Hai generato Colui che vuole la misericordia:* o Madre casta, imploralo di liberare dal mancanze e da brutture* le anime di chi con fede ti grida:* O Dio dei nostri padri, sei benedetto.

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito

Scrigno di salvezza e fonte d’incorruzione, torre a difesa e porta del ravvedersi:* così mostri colei che ti procreò a chi ti grida:* O Dio dei nostri Padri, sei benedetto.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Consenti di curare le affezioni del corpo e le malattie dell’anima* su chi con anelito   avvicina il tuo divino manto,* o Deìpara, che hai partorito per noi il Salvatore Cristo.

 

Ode Ottava.

Inno dei tre Giovinetti (Dan. 3: 34-67).

Inneggia il Sovrano, o natura degli esseri creati.

34Benedite il Signore, opere tutte del Signore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 35Benedite il Signore, o cieli, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 36Benedite il Signore, Angeli del Signore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 37Benedite il Signore, acque tutte al di sopra dei cieli, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 38Benedite il Signore, schiere tutte del Signore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 39Benedite il Signore, sole e luna, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 40Benedite il Signore, stelle del cielo, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 41Benedica il Signore ogni pioggia e rugiada; inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 42Benedite il Signore, soffi tutti, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 43Benedite il Signore, fuoco e calore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 44Benedite il Signore, freddo e rigore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 45Benedite il Signore, rugiade e brine, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 46Benedite il Signore, notti e giorni, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 47Benedite il Signore. luce e tenebra, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 48Benedite il Signore, freddo e gelo, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 49Benedite il Signore, ghiacci e nevi, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 50Benedite il Signore, fulmini e nuvole, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 51La terra benedica il Signore, lo inneggi e più che mai lo esalti per tutti i secoli. 52Benedite il Signore, montagne e colline, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 53Benedite il Signore, piante tutte nella terra, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 54Benedite il Signore, mare e fiumi, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 55Benedite il Signore, voi, sorgenti, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 56Benedite il Signore, mostri marini e tutto ciò che guizza nelle acque, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 57Benedite il Signore, uccelli tutti del cielo, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 58Benedite il Signore, belve e armenti, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 59Benedite il Signore, figli d’uomini, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 60Benedite il Signore, voi, Israele, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 61Benedite il Signore, sacerdoti del Signore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 62Benedite il Signore, servi del Signore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 63Benedite il Signore, spiriti ed anime dei giusti, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. 64Benedite il Signore, devoti e umili di cuore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. Benedite il Signore, Anania, Azaria e Misaele, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. Benedite il Signore, Apostoli, Profeti e Martiri del Signore, inneggiatelo e più che mai esaltatelo per tutti i secoli. Inneggiamo, benediciamo e adoriamo il Signore: inneggiamolo e più che mai esaltiamolo per tutti i secoli.

L’Irmo:

Il Re dei Cieli, che le milizie degli Angeli inneggiano,* esaltatelo più che mai per tutti quanti i secoli.

Più che santa Deìpara, salvaci..

Tropari:

Non trascurare, o Vergine, chi ti chiede aiuto e ti inneggia,* o Giovinetta, esaltandoti più che mai nei secoli.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Versa profuse guarigioni su chi con fede ti inneggia, o Vergine,* ed esalta più che mai il tuo parto ineffabile.

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito

Tu guarisci le infermità della mia anima e i dolori del corpo, o Vergine,* fa’ che ti glorifichi colmata di grazia.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Tu disperdi gli assalti delle tentazioni e gli impeti delle passioni, o Vergine,* perciò ti inneggiamo per tutti quanti i secoli.

 

   Ode Nona.

Ode della Deìpara (Luc. 1: 46-55)

La Madre Giovinetta inneggia il Figlio e Dio.

46La mia anima magnifica il Signore 47e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore: 48ha guardato all’umiltà della sua serva; ecco che da ora tutte le generazioni mi diranno beata. 49Il Potente ha fatto per me grandi gesta, e il suo nome è santo; 50e la sua misericordia è per ogni generazione e oltre su quelli che lo temono. 51Ha usato la forza del suo braccio, ha disperso i superbi di pensiero nel loro cuore. 52Ha rovesciato i potenti dai troni, ed esaltato gli umili, 53ha riempito di beni gli affamati, e mandato a mani vuote i ricchi. 54Ha soccorso Israele suo servo ricordandosi della misericordia, 55come aveva promesso ai nostri Padri, ad Abraamo e alla sua discendenza, per sempre.

l’Irmo:  

Anzitutto ti confessiamo Deìpara,* noi dal tuo parto salvati, o Vergine casta;* con i cori degli angeli incorporei ti magnifichiamo.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Tropari:

Non rifiutare i fiotti delle mie lacrime:* hai asciugato ogni lacrima da ciascun volto,* Vergine che hai procreato Cristo.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Riempi il mio cuore di gioia,* Vergine che hai accolto la pienezza della gioia* e hai dissolto la tristezza del peccato.

Più che santa Deìpara, salvaci.

Sii porto e patrocinio, o Vergine,* di chi si rifugia in te,* e muro saldo, rifugio, riparo ed esultanza.

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito

Con i raggi della tua luce risplendi, o Vergine,* e disperdi la foschia dell’ignoranza* su chi piamente ti proclama Deìpara.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Sono avvilito dove ho dolore e infermità:* curami, o Vergine,* fammi passare da malattia a salute.

Megalinari:

È degno in quanto è verità* dire beata a te, o Deìpara,* semprebeata, tuttairreprensibile* e madre del nostro Dio.

Più insigne dei Cherubini,* e più gloriosa senza pari dei Serafini,* in modo incorruttibile hai partorito Dio Verbo:* la realmente Deìpara in te magnifichiamo.

Il Sac. incensa l’Altare e il popolo, o la casa dove si officia

la pARACLISI, mentre il Coro canta gli altri MEGALINARI:

Tono 6°: (“Più insigne dei Cherubini…”)

Più elevata dei cieli, e più pura dei bagliori solari,* ella ci ha redento dalla maledizione ed è sovrana del mondo:* con inni onoriamola.

A causa dei molti miei peccati,* il mio corpo è infermo e inferma è l’anima:* cerco rifugio in te, colmata di grazia;* tu, speranza dei disperati, aiutami.

O sovrana e madre del Redentore* accogli le invocazioni dei tuoi indegni servi,* prega Colui che da te fu partorito:* sovrana, fa’ da ambasciatrice per il mondo.

Ora con ardore e gioia* ti cantiamo il cantico, o inneggiata Deìpara:* con Giovanni precursore e tutti i Santi* implora di ottenerci indulgenza.

Rendi mute le labbra di chi empio* che non onora la tua sacra immagine dipinta dal santo apostolo Luca,* nota come “La Guida”.

 

Il Coro canta il MEGALINARIO del Santo o della Festa del tempio:

Megalinario del sacro Manto della Deìpara:

Cantiamo i doni e le costanti cure del tuo Manto, sposa di Dio,* inneggiamo, o Vergine, all’umile tua grandezza,* e magnifichiamo le tue cure per noi.

Indi:

Eserciti tutti degli Angeli, o Precursore del Signore,* o coro a dodici degli Apostoli,* o Santi tutti, insieme con la Deìpara,* pregate che siamo salvati.

Lett.: Santo Dio, santo Forte, santo Immortale: misericordia di noi. (3 volte).

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Tuttasanta Trinità, abbi misericordia di noi; Signore, sii clemente con i nostri peccati; Sovrano, perdonaci le iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità, a motivo del tuo Nome.

Kyrie elèison   (3 volte).

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane essenziale; e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno.

Sac.: È tuo il regno e la potenza e la gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Lett.: Amen.

Il Coro prosegue col canto dei TROPARI:

Tropari, Tono 6°:

Abbi misericordia di noi, Signore, misericordia di noi; mancando di ogni discolpa, questa implorazione a te Sovrano noi peccatori porgiamo: misericordia di noi.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.

Signore, misericordia di noi: in te confidiamo; non adirarti molto con noi, non ricordare le nostre iniquità, ma considera anche ora da generoso e riscattaci dai nostri nemici; sei tu infatti il nostro Dio e noi il tuo popolo, siamo tutti opera delle tue mani e da invocare serbiamo il tuo nome.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Aprici la porta della generosità, benedetta Deìpara; fa’ che sperando in te non ci smarriamo, e scampiamo per mezzo tuo alle sventure: sei tu infatti la salvezza della stirpe dei cristiani.

Diac.: Abbi misericordia di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia; ti preghiamo, ascolta e abbi misericordia.

Coro: Kyrie elèison. (3 volte, ad ogni petizione).

Ancora preghiamo per il gran presule e nostro padre, il santissimo patriarca …, e per il nostro presule, il sacratissimo vescovo (arcivescovo, metropolita) …, e per tutta la nostra comunità di fratelli in Cristo.

Ancora preghiamo per la nazione, i governanti e le forze del difesa.

Ancora preghiamo misericordia, vita, pace, salute, salvezza, visitazione, perdono e remissione dei peccati sui servi di Dio, tutti Cristiani pii ed ortodossi, abitanti e ospiti di questa città (contrada, isola, monastero) e di questa parrocchia.

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per gli ammalati dice:

Ancora preghiamo misericordia, vita, pace, salvezza, visitazione, perdono e remissione dei peccati sul servo (-a, -i, -e) di Dio (nomi), affinché Dio nostro lo (la, li, le) preservi da ogni malattia dell’anima e del corpo che (la, li) minaccia e gli (le) renda (loro) la salute e l’integrità di prima.

per i viaggiatori e gli emigrati:

Ancora preghiamo per i servi di Dio (nomi), che siano salvi da soprusi e da ogni attacco, che tornino in pace e in salute, dopo aver compiuto i loro progetti in piena giustizia secondo i suoi comandamenti e che siano ricolmi dei suoi beni, terreni e celesti.

per i naviganti per acque e per aria:

Ancora preghiamo che, nel compiere il loro viaggio, i servi di Dio (nomi) compiano una traversata agevole per acque o per aria, che tornino tutti al porto della salvezza, che Cristo nostro Dio navighi e proceda con loro, dia buon esito al loro viaggio e serbi il loro peregrinare in questa vita da intemperie e danni; preghiamo dunque per loro:

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Ancora preghiamo per il popolo convenuto, che aspetta la tua grande e ricca misericordia.

Diac.: Ancora preghiamo che il Signore Dio ascolti la voce in preghiera di noi peccatori, e abbia misericordia di noi.

Sac.: Ascoltaci, o Dio, nostro Salvatore, speranza di tutti i confini della terra e di chi è sul mare lontano, e sii clemente, clemente, sovrano, con i nostri peccati, ed usaci misericordia. Tu Dio sei infatti misericorde e benigno, e a te noi rendiamo gloria: Padre e   Figlio e santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Coro: Amen.

segue il CONGEDO minore:

Sac.: Gloria a te, Cristo Dio, speranza nostra, gloria a te.

Coro: Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Kyrie elèison (3 volte). Benedici.

Sac.: Cristo nostro vero Dio, per le intercessioni della sua illibata Madre, per le suppliche di san (nome del patrono del Tempio), di san (nome del santo del giorno) e di tutti i santi, ci usi misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

Mentre i fedeli venerano l’Icone della Deìpara, il Coro canta i seguenti inni:

Teotochii, Tono 2°:

Sei patrona, o buona, di tutti quelli che si rifugiano con fede nella tua ferma mano;* migliore ambasceria non abbiamo presso Dio tra pericoli e afflizioni,* noi peccatori, curvi sotto molte colpe, o Madre del Dio Altissimo;* a te ci prosterniamo: libera i tuoi servi da ogni avversità.

Tono 2° ( Stessa melodia):

Sei gioia di tutti gli afflitti e patrona degli oppressi,* alimento degli affamati, conforto degli forestieri, bastone dei ciechi,* visita ai malati, manto e soccorso dei sofferenti* ed ausiliatrice degli orfani, o Madre del Dio Altissimo;* ti imploriamo, o illibata, accorri a liberare i tuoi servi.

Tono 8°:

Sovrana, accogli le suppliche dei tuoi servi;* e scampaci da ogni afflizione e necessità.

 Tono 2°:

Ripongo in te ogni speranza , Madre di Dio:* custodiscimi sotto il tuo manto.

 

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Dall’1 al 15 Agosto si usa cantare, anziché i TEOTOCHII di sopra,

gli ESAPOSTILARI seguenti:

Tono 3°:

Apostoli riuniti dai confini sin qui nel Getsemani,* fate le esequie   al mio corpo;* e Tu, Figlio e Dio mio,* accogli il mio spirito.

Dolcezza degli angeli, gioia degli afflitti* e patrona dei cristiani,* vergine madre del Signore:* soccorrimi e liberami dagli eterni tormenti.

Sei per me ambasciatrice presso Dio benigno:* non accusare le mie azioni davanti agli Angeli;* ti invoco, o Vergine,* aiutami al più presto.

Torre d’oro, città di dodici mura,* trono che sfavilla come il sole,* cattedra del re e miracolo ineffabile,* come fai ad allattare il tuo sovrano?

 

Fine. Gloria a Dio.

 

 

 

 

NOTE DEL TRADUTTORE

Ad ogni Ode Poetica è stata premessa in caratteri minori la rispettiva Ode Biblica, soltanto per la comprensione dell’Irmo, che da essa deriva.

Non è uso che l’Ode Biblica sia letta durante la celebrazione, ma il testo così accluso può tornare utile alla meditazione personale.

Per consentire scorrevolezza del testo e proprietà di linguaggio, laddove stridono con la nostra lingua, si è preferito modificare la struttura originale, senza mutarne il significato.

È bene ricordare che l’appellativo principale della Vergine Maria è “Colei che ha partorito Dio”, Theotòkos in greco, Bogoròditza in slavonico e Deìpara in latino. Il termine usato in queste traduzioni è Deìpara, a motivo della ininterrotta tradizione in lingua italiana e in quanto espressione completa e sintetica.

Alcuni nomi propri sono ricalcati dal testo biblico detto dei Settanta, o Bibbia di Alessandria, secondo la tradizione ortodossa.

Allo stesso modo la numerazione dei libri biblici, dei capitoli e dei versetti, anch’essi riportati solo per uso didattico, segue la suddivisione della Bibbia dei Settanta.

 

 

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