Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

PREFAZIONE

ALLA TRADUZIONE DELLA LITURGIA DI SAN GIOVANNI CRISOSTOMO

La ripresa della Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo si è imposta con il recente e rigoglioso fiorire delle traduzioni liturgiche. Il testo, insieme ad altri, è già presente sul sito www.liturgiaortodossa.net e, come altri ivi pubblicati, è destinato in quella sede a subire i necessari aggiornamenti. Il solco tracciato dall’ormai desueto ed invero malcurato Compendio Liturgico, pubblicato dalla Commissione Liturgica del 1988, si ravviva con la presente proposta. La revisione è radicale e vorrebbe considerare anche le soluzioni linguistiche di altre recenti traduzioni.

Corredo il testo liturgico con un mio commentario che espone il piano di lavoro, sottopone ad analisi il testo originale e la terminologia in italiano e infine illustra le soluzioni proposte. Il lavoro ha richiesto tempo e documentazione, ma è, a mio avviso, un timido inizio di quanto dovrebbe essere compiuto, ben più coralmente di quanto non abbia fatto io con quanti hanno concesso il confronto.

Durante la Grande e Santa Settimana del 1998 riposava dai travagli terreni l’arciprete Gregorio Cognetti, decano del clero della Chiesa Ortodossa Russa in Italia, instancabile organizzatore delle strutture ecclesiali sotto la benedizione dell’allora Esarca per l’Europa Occidentale, mons. Wladymir (Sabodan), anch’egli di compianta memoria e anch’egli gigante della storia ortodossa italiana. Alla memoria del caro padre Gregorio dalle tenaci capacità, vigorosa spiritualità, saggia mediazione, vasta cultura e sincera amicizia, intitolo questa mia poca espressione letteraria, nell’imminente ventennale della sua dipartita.

ORDINE

DELLA SANTA E DIVINA LITURGIA

DEL NOSTRO PADRE TRA I SANTI

GIOVANNI CRISOSTOMO

Traduzione del protopresbitero Antonio Lotti

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MESSA AVANTI DEI DONI

Il sacerdote che si appresta a celebrare i divini misteri deve prima essere riconciliato con tutti e non avere risentimenti con alcuno; con quanta forza può, deve custodire il cuore dai pensieri cattivi, contenersi sin dalla sera e tenersi sobrio fino al tempo della consacrazione.

Quando è tempo entra nel tempio e, accompagnato dal diacono, compie tre profondi inchini a oriente davanti alle porte sante chiuse e velate. Il diacono dice:

D. Benedici, presule.

Il sacerdote:

S. Benedetto il nostro Dio, in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il diacono:

Re celeste, confortatore, Spirito della verità, che sei dovunque e tutto ricolmi, sei scrigno dei beni e diffondi vita: vieni e dimora in noi, e mondaci da ogni macchia, e salva, o Buono, le nostre anime.

Santo Dio, santo forte, santo immortale: misericordia di noi. (tre volte)

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Tuttasanta Trinità, abbi misericordia di noi; Signore, sii clemente con i nostri peccati; Sovrano, perdonaci le iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità, a motivo del tuo nome.

Kyrie elèison. (tre volte)

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Kyrie elèison. (tre volte)

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane essenziale; e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno.

Il sacerdote:

Tuo è il regno, e la potenza e la gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il diacono:

Amen.

Entrambi dicono:

Abbi misericordia di noi, Signore, misericordia di noi; mancando di ogni discolpa, questa implorazione a te Sovrano noi peccatori porgiamo: misericordia di noi.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.

Signore, misericordia di noi: in te confidiamo; non adirarti molto con noi, non ricordare le nostre iniquità, ma considera anche ora, da generoso, e riscattaci dai nostri nemici; sei tu infatti il nostro Dio e noi il tuo popolo, tutti opera delle tue mani, e da invocare serbiamo il tuo nome.

E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Aprici la porta della generosità, benedetta Deìpara; mai che, sperando in te, restiamo delusi, ma che per mezzo tuo scampiamo alle sventure: sei tu infatti la salvezza della stirpe dei cristiani.

Poi vanno all’immagine di Cristo, la baciano e dicono il tropario:

La tua illibata immagine noi veneriamo, o Buono, chiedendo perdono delle nostre cadute, Cristo Dio; volente hai gradito di salire la croce nella carne per liberare dal giogo nemico noi che hai plasmato. Grati perciò ti esclamiamo: Tutto hai colmato di gioia, Salvatore nostro, quando sei giunto a salvare il mondo.

Baciano anche l’immagine della Deìpara e dicono il tropario:

Tu sei la fonte della generosità: consentici compassione, benedetta Deìpara; guarda al tuo popolo che ha peccato, mostra come sempre la tua potenza; in te speriamo e Gioisci! ti esclamiamo, come già Gabriele, il gran condottiero degli esseri incorporei.

Poi a capo chino il sacerdote dice:

Signore, tendi la mano dalla tua santa dimora e temprami alla tua presente funzione, affinché, stando senza condanna al tuo tremendo santuario, io compia il sacrificio incruento. Tua è la potenza e la gloria nei secoli. Amen.

Fanno allora un lieve inchino a ciascuno dei cori e si recano nel santuario, dicendo:

Entrerò nella tua casa, adorerò al tuo tempio santo nel tuo timore. Signore, guidami alla tua giustizia a dispetto dei miei nemici, spiana la mia via alla tua presenza. Non c’è verità nella loro bocca, il loro cuore è falso, la loro gola una tomba aperta; ingannano con quella loro lingua. Giudicali, o Dio, cadano sotto i loro intrighi, scacciali per la loro dimolta empietà, perché ti hanno amareggiato, Signore. E si rallegrino tutti quelli che sperano in te: esulteranno per sempre e tu dimorerai in loro, e tutti quelli che amano il tuo nome vanteranno di te. E infatti tu benedirai il giusto; Signore, come di uno scudo ci coroni del tuo gradire. (Ps 5: 8-13.)

Nel santuario fanno tre profondi inchini davanti alla santa mensa e baciano il vangelo e la mensa. Ciascuno prende il proprio sticario e fa tre inchini ad oriente, dicendo ogni volta:

O Dio, sii clemente con me peccatore e abbi misericordia. (cfr Lc. 18: 13)

Il diacono si avvicina al sacerdote con sticario e orario nella mano destra e a capo chino gli dice:

Benedici, presule, lo sticario con l’orario.

Il sacerdote, benedicendo lo sticario:

Benedetto il nostro Dio, in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Indi il diacono veste lo sticario dicendo:

La mia anima esulterà nel Signore: egli mi ha vestito del manto di salvezza e mi ha avvolto nella tunica di letizia; come a uno sposo, mi ha coronato di mitria e, come a una sposa, mi ha ornato di monili. (Is. 61: 10)

Bacia l’orario e lo fissa alla spalla sinistra. Quando infila le soprammaniche, per la destra dice:

La tua destra, Signore, si è glorificata con la forza; la tua mano destra, Signore, ha colpito i nemici; e a tua dimolta gloria hai sbaragliato gli avversatori. (Es. 15: 6-7)

Per la sinistra dice:

Le tue mani mi hanno creato e plasmato: fammi intendere, e imparerò i tuoi comandamenti. (Ps 118: 75)

Si ritira all’altare dei doni e dispone gli oggetti sacri: il disco sul lato sinistro e il calice a destra, e con questi gli altri oggetti. Il sacerdote si veste così: prende lo sticario nella sinistra, si inchina tre volte ad oriente, come già detto, lo segna e dice:

Benedetto il nostro Dio, in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Lo indossa, dicendo:

La mia anima esulterà nel Signore: egli mi ha vestito del manto di salvezza e mi ha avvolto nella tunica di letizia; come a uno sposo, mi ha coronato di mitria e, come a una sposa, mi ha ornato di monili. (Is. 61: 10)

Prende l’epitrachilio, lo segna e lo indossa, dicendo:

Benedetto Dio, che effonde la sua grazia sui suoi sacerdoti, come olio miro sul capo, che scende sulla barba, barba da Aronne, scende all’orlo della sua veste; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. (Ps 132: 2)

Prende la cintura, la segna e dice:

Benedetto Dio, che mi cinge di potenza; e ha reso irreprensibile la mia via, i miei piedi li fa da cerbiatto, mi tiene ritto sulle alture; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. (Ps 17: 33, 34)

Indossa le soprammaniche, prima la destra:

La tua destra, Signore, si è glorificata con la forza; la tua mano destra, Signore, ha colpito i nemici; e a tua dimolta gloria hai sbaragliato gli avversatori. (Es. 15: 6-7)

poi la sinistra:

Le tue mani mi hanno creato e plasmato: fammi intendere, e imparerò i tuoi comandi. (Ps 118: 75)

Prende una o entrambe le sacche a ginocchio, se ne ha la dignità, le benedice, le bacia e dice:

Cingi la spada al fianco, forte di prestanza e bellezza, e contendi, prevali e regna con verità, mitezza e giustizia; e la tua destra ti guiderà a meraviglia; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. (Ps 44: 4-5)

Prende il felonio, lo benedice, lo bacia e dice:

I tuoi sacerdoti vestiranno di giustizia e i tuoi devoti esulteranno di gioia; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. (Ps 131:9)

Entrambi si ritirano all’altare diaconale e si lavano le mani, dicendo:

Laverò le mia mani tra gli incolpevoli e farò il giro del tuo altare, Signore, per far udire la voce di lode e narrare tutti i tuoi prodigi. Signore, amo lo splendore della tua casa e il luogo, dimora della tua gloria. Non perdere la mia anima con gli empi, non la mia vita con individui da sangue: nelle loro mani ci sono iniquità, la loro destra è piena di frodi. Io invece cammino nella mia innocenza: riscattami, abbi misericordia. Il mio piede è saldo in terra piana. Nelle assemblee ti benedirò, Signore. (Ps 25: 6-12)

Fanno tre profondi inchini davanti all’altare dei doni, dicendo ogni volta:

O Dio, sii clemente con me peccatore e abbi misericordia. (cfr Lc,18: 13)

Indi:

Ci hai riscattati dalla maledizione della Legge col tuo prezioso sangue; inchiodato sulla croce e trafitto dalla lancia, hai effuso l’immortalità agli uomini; Salvatore nostro, gloria a te. (Gal. 13:13)

Il diacono dice:

Benedici, presule.

E il sacerdote incomincia:

Benedetto il nostro Dio, in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Il sacerdote prende con la sinistra una prosfora e con la destra la santa lancia, e segnando tre volte sul sigillo della prosfora, dice:

In memoria del Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo. (tre volte)

Il diacono, seguendo con pia attenzione questo mistero, dice a ogni singolo taglio: Preghiamo il Signore, mentre tiene l’orario in mano. Subito il sacerdote infigge la lancia nel lato destro del sigillo e tagliando dice:

Come una pecora egli fu condotto al macello. (Is. 53:8)

Per il lato sinistro:

E come un agnello irreprensibile, muto di fronte a chi lo tosa, così non apre bocca. (Is. 53:8 ; cfr Atti 8:32)

Per il lato superiore del sigillo:

Con la sua umiliazione fu concluso il suo processo. (Ibid.)

Per il lato inferiore:

La sua discendenza, chi più la narrerà? (Ibid.)

Il sacerdote, incide con la santa lancia il lato destro sotto la prosfora e solleva il santo pane, dicendo:

Perché la sua vita è tolta dalla terra. (Ibid.)

Lo depone all’inverso sul santo disco, mentre il diacono dice:

Immola, presule.

Lo immola in forma di croce, dicendo:

E’ immolato l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, per la vita e la salvezza del mondo. (Ibid.)

Volge l’agnello ponendo verso l’alto il lato su cui è impressa la croce. Il diacono dice:

Trafiggi, presule.

Il sacerdote trafigge con la lancia la superficie superiore, sul lato destro, e dice:

Uno dei soldati gli trafisse il costato con una lancia e subito ne uscì sangue ed acqua; e colui che vide lo ha testimoniato, e la sua testimonianza è veritiera. (Gv. 19: 34)

Il diacono prende il vino e l’acqua, e dice al sacerdote:

Benedici, presule, la santa unione.

Il sacerdote benedice e il diacono versa nel santo calice vino e poca acqua. Il sacerdote prende la seconda prosfora e dice:

In onore e memoria della più che benedetta nostra sovrana, Deìpara e semprevergine Maria: per le sue intercessioni accetta, Signore, questa immolazione sul tuo altare oltre i cieli.

Prende una particola e la depone alla destra del santo pane vicino al centro dicendo:

La Regina è alla tua destra, avvolta in abito trapunto d’oro, variopinto. (Ps 44:10)

Prende la terza prosfora e ne estrae la prima particola e la depone al lato sinistro del santo pane, iniziando il primo ordine e dice:

Dell’insigne e glorioso profeta, precursore e battista GIOVANNI.

Estrae la seconda particola e deponendola dice:

Dei santi gloriosi profeti MOSÈ e ARONNE, ELIA ed ELISEO, DAVIDE e ISAIA; dei santi TRE GIOVINETTI; e inoltre, del profeta DANIELE e di tutti i santi profeti.

Estrae la terza particola e dice:

Dei santi gloriosi e illustri apostoli PIETRO E PAOLO e di tutti i santi apostoli.

e la depone sotto la seconda, completando il primo ordine. Dice ancora:

E dei nostri padri tra i santi, i gerarchi BASILIO il Grande, GREGORIO il teologo e GIOVANNI Crisostomo; di ATANASIO e CIRILLO, di NICOLA di Mira nella Licia, di PIETRO, ALESSIO, GIONA, FILIPPO ed ERMÒGENE di Mosca; di NICETA vescovo di Nòvgorod, di LEONZIO vescovo di Rostòv e di tutti i santi gerarchi.

Estrae una quarta particola e la depone vicino alla prima, iniziando il secondo ordine. Indi dice:

Del santo apostolo, protomartire ed arcidiacono STEFANO; dei santi gran martiri DEMETRIO, GIORGIO, TEODORO, e di tutti gli altri santi martiri; e delle martiri TECLA, BARBARA, CIRIACA, EUFEMIA, PARASCEVA e CATERINA e di tutte le sante martiri.

Estrae la quinta particola e la depone sotto la prima, che è l’inizio del secondo ordine. Dice in seguito:

Dei devoti recanti Dio nostri padri, ANTONIO, EUTIMIO, SABBA, ONOFRIO, ATANASIO dell’Athos, ANTONIO e TEODOSIO delle Grotte, SERGIO di Ràdonezh, BARLAÀM di Khùtin e di tutti gli altri devoti padri; e delle devote madri PELAGIA, TEODOSIA, ANASTASIA, EUPRASSIA, FEBRONIA, TEÒDULA, EUFROSÌNA, MARIA l’egiziaca, e di tutte le sante devote madri.

Estrae la sesta particola e la depone sotto la seconda particola del secondo ordine, completandolo.

Dei santi e taumaturghi anargiri COSMA e DAMIANO, CIRO e GIOVANNI, PANTELEÌMONE ed ERMOLAO, e di tutti i santi anargiri.

Estrae la settima particola e la depone in alto come inizio del terzo ordine. Dice ancora:

Dei santi e giusti avi di Dio GIOACCHINO ed ANNA, di san N. (di santa N. dei santi NN. delle sante NN. del tempio), di san N. (di santa N. / dei santi NN. / delle sante NN. del giorno) dei santi simili agli apostoli METODIO e CIRILLO, maestri degli slavi, dei santi gran principe VLADIMIRO e gran principessa OLGA, simili agli apostoli, e di tutti i santi: per le loro preghiere visitaci, o Dio.

Depone l’ottava particola sotto la prima in buon ordine e prosegue:

E del nostro padre tra i santi GIOVANNI Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli.

E prende la nona particola e la depone a chiudere il terzo ordine. Poi prende la quarta prosfora, e dice:

Ricorda, Sovrano benigno, i santissimi patriarchi ortodossi e il gran presule e nostro padre, il santissimo patriarca N., il nostro presule, il sacratissimo vescovo (arcivescovo / metropolita) N., tutto l’assieme dei vescovi ortodossi, l’insigne collegio dei presbiteri e il ministero in Cristo dei diaconi, e tutto l’ordine sacerdotale (in un monastero: l’archimandrita N. / l’igumeno N.; e tutto l’ordine monastico), i nostri fratelli e concelebranti, sacerdoti, diaconi e tutta la nostra comunità di fratelli, che hai invitato alla tua comunione per tua generosità, Sovrano tuttobuono.

Prende una particola e la depone inferiormente al santo pane. Quindi commemora le autorità, dicendo:

Ricorda, Signore, la nazione e il popolo degli ortodossi.

Commemora i vivi che deve, nome per nome, e per ognuno estrae una particola, dicendo:

Ricorda, Signore, N. (nome di battesimo).

Estrae le particole e le depone inferiormente al santo pane. Commemora qui il gerarca che lo ha ordinato, se è vivente e se non è l’attuale ordinario. Poi prende la quinta prosfora e dice:

In memoria e in remissione dei peccati dei santissimi patriarchi ortodossi e dei beati fondatori di questa santa casa.

Commemora qui il gerarca che lo ha ordinato se è defunto, e gli altri defunti che vuole, nome per nome. Per ciascuno estrae una particola, dicendo:

Ricorda, Signore, N. (nome di battesimo).

Infine dice:

E tutti i dormienti nella speranza della resurrezione alla vita eterna e nella tua comunione: nostri padri e fratelli ortodossi, o benigno Signore.

Ed estrae una particola. Poi dice:

Ricorda, Signore, me indegno e perdonami ogni mancanza, volontaria e involontaria.

Ed estrae l’ultima particola. In seguito con la spugna raduna sul disco le particole sotto il santo pane per assicurarsi che non ne cadano.

Il diacono prende il turibolo, vi depone l’incenso e dice al sacerdote:

Benedici, presule, l’incenso.

Il sacerdote benedice. Il diacono dice:

Preghiamo il Signore.

Il sacerdote dice la preghiera dell’incenso:

Ti offriamo l’incenso, Cristo nostro Dio, in odore di fragranza spirituale: accoglilo sul tuo altare oltre i cieli e mandaci a tua volta la grazia del tuo tuttosanto spirito.

Il diacono:

Preghiamo il Signore.

Il sacerdote impregna di incenso l’asterisco e lo pone sopra il santo pane, dicendo:

E, giunta, la stella si fermò sopra dov’era il Bimbo. (Mat 2:9)

Il diacono:

Preghiamo il Signore.

Il sacerdote impregna il primo velo e copre il santo pane con tutto il disco, dicendo:

Il Signore è regnante, veste fierezza; il Signore veste potenza e ne è cinto, e così impiantò l’universo, tale che non vacilli. Pronto è il tuo trono da allora, tu esisti da prima dei secoli. I fiumi innalzano, Signore, i fiumi innalzano la loro voce; i fiumi innalzino pure i loro fragori, voci di grandi acque; sublimi siano le risalite del mare: il sublime è il Signore, su in alto. Le tue testimonianze sono ben degne di fede; alla tua casa si addice la santità, lungo l’arco dei giorni. (Ps 92: 1-5)

Il diacono:

Preghiamo il Signore. Copri, presule.

Il sacerdote incensa il secondo velo e copre il santo calice, dicendo:

Il tuo valore ha ricoperto i cieli, o Cristo, e la terra è piena della tua lode. (Avv. 3: 3)

Il diacono:

Preghiamo il Signore. Copri, presule.

Il sacerdote incensa il velo maggiore, detto àere, e copre entrambi i vasi, dicendo:

Coprici sotto il manto delle tue ali, o Dio, scaccia da noi ogni nemico e avversario, da’ pace alla nostra vita, abbi misericordia di noi e di questo tuo mondo e salva le nostre anime, qual buono e benigno.

Il sacerdote prende il turibolo e incensa i doni, dicendo tre volte:

Benedetto sei tu, Signore; così hai gradito: gloria a te;

Il diacono termina ogni volta:

In perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Ora entrambi si inchinano piamente tre volte. Il diacono dice:

Sulla messa dei preziosi doni preghiamo il Signore.

Il sacerdote prende il turibolo e dice la preghiera sui doni:

Dio, nostro Dio, tu hai mandato il pane celeste, nutrimento di tutto il mondo, nel nostro Signore e Dio Gesù Cristo, salvatore e redentore, che ci benedice e santifica: benedici tu questa messa dei doni e accettala sul tuo altare oltre i cieli; rammenta, qual buono e benigno, gli offerenti e chi si giova del loro apporto, e sèrbaci senza condanna nel consacrare i tuoi divini misteri. È santificato e glorificato il tutto insigne e magnifico tuo nome: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Al termine dà il congedo sul posto, dicendo:

Gloria a te, Cristo Dio, speranza nostra, gloria a te.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Se è domenica:

Colui che è risorto dai morti, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, (oppure: del nostro padre tra i santi Basilio il Grande, arcivescovo di Cesarea di Cappadocia) e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

Dopo il congedo, il diacono incensa l’altare dei doni e la santa mensa tutt’intorno, segnando una croce e dicendo:

Eri nella tomba con il corpo* e nell’ade con l’anima, qual Dio;* eri in paradiso con il ladrone* e in trono col Padre e con lo Spirito, o Cristo,* tutto ricolmando, tu, l’incircoscritto.

Indi recita il salmo 50:

Abbi misericordia di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia, e secondo le tue dimolte indulgenze cancella il mio delitto. Lavami a fondo dalla mia iniquità e mondami dal mio peccato: riconosco la mia iniquità e il mio peccato mi è in continuo davanti; contro te solo ho peccato e ho fatto il male in tua presenza, così che tu sia trovato giusto sulle tue parole e vinca, chiamato a giudizio. Ecco, sono infatti concepito nelle iniquità, e nei peccati mi ha figliato mia madre. Ecco, ami la verità, mi riveli gli arcani e i segreti della tua sapienza. Mi aspergerai con issòpo e sarò mondato, mi laverai e tornerò bianco più che neve. Mi farai udire esultanza e allegrezza, ossa umiliate esulteranno. Distogli il tuo volto dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. Crea in me un cuore puro, o Dio, e rinnova nelle mie viscere lo spirito retto. Non respingermi dal tuo volto e non togliermi il tuo spirito santo. Ridammi l’esultanza della tua salvezza, rafforzami con lo spirito di comando. Insegnerò agli iniqui le tue vie, e gli empi torneranno a te. Liberami dal sangue, o Dio, Dio della mia salvezza: la mia lingua esulterà per la tua giustizia. Signore, aprirai le mie labbra e la mia bocca proclamerà la tua lode. Se tu volessi un sacrificio, lo darei: non gradirai le vittime arse; sacrificio a Dio è uno spirito contrito; un cuore contrito e umiliato, Dio non disprezzerà. Adorna Siòn del tuo gradire, Signore, e siano costruite le mura di Gerusalemme; allora gradirai il sacrificio di giustizia, l’offerta ascesa e le vittime arse, allora eleveranno vitelli sul tuo altare.

Quando ha incensato il santuario e tutto il tempio, il diacono rientra e incensa ancora la santa mensa e poi il sacerdote. Ripone il turibolo e si reca dal sacerdote. Insieme si dispongono alla santa mensa, compiono tre profondi inchini e pregando tra sé dicono:

Re celeste, confortatore, Spirito della verità, che sei dovunque e tutto ricolmi, sei scrigno dei beni e diffondi vita: vieni e dimora in noi, e mondaci da ogni macchia, e salva, o Buono, le nostre anime.

Gloria a Dio negli alti cieli e sulla terra pace, segno tra gli uomini del suo gradire. (due volte)

Signore, aprirai le mie labbra, e la mia bocca annunzierà la tua lode. (una volta) (Ps 50:17)

Poi il sacerdote bacia il santo vangelo, e il diacono la santa mensa. In seguito il diacono china il capo al sacerdote, tenendo l’orario con tre dita della mano destra, e dice:

È tempo di agire, per il Signore. Benedici, presule. (Ps 118: 125)

Il sacerdote lo benedice, dicendo:

Benedetto il nostro Dio, in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il diacono:

Prega per me, presule santo.

Il sacerdote:

Il Signore guidi i tuoi passi. (cfr Ps 36:23)

Il diacono:

Ricordami, presule santo.

Il sacerdote:

Ti ricordi il Signore Dio nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. (cfr Lc 23: 42)

D. Amen.

Il diacono si inchina, esce dalle porte settentrionali e si pone sul luogo abituale, cioè davanti alle porte sante; si inchina profondamente tre volte, dicendo tra sé:

D. Signore, aprirai le mie labbra, e la mia bocca annunzierà la tua lode. (Ps 50: 17)

Allora comincia dicendo: D. Benedici, presule. E il sacerdote comincia: Benedetto il regno….

Si noti che se il sacerdote celebra senza diacono, non deve dirne le parole alla messa dei doni, né, alla liturgia, prima della lettura del vangelo, o nei dialoghi; deve dire soltanto le litanie e le esortazioni al popolo. Se vari sacerdoti concelebrano, solo uno deve celebrare la messa dei doni e dire quanto è prescritto; gli altri non ne dicano alcuna parte nemmeno per conto loro, ma si presentino per proporre i nomi da commemorare o per porli essi stessi se sono vestiti con i paramenti al completo.

Se la celebrazione è pontificale, il sacerdote comincia la messa dei doni come al solito e dispone le particole della Deìpara e dei santi. Indi copre il santo disco e il santo calice con il velo senza dir nulla. Mentre si canta l’inno cherubico, il pontefice stesso completerà l’officio prima che si proceda all’ingresso con i doni.

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È qui ricordato il congedo della celebrazione delle Ore:

S. (Colui che è risorto dai morti, oppure il proprio della festa) Cristo, nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

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LA DIVINA LITURGIA

DEL NOSTRO PADRE TRA I SANTI

GIOVANNI CRISOSTOMO,

ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI

A porte sante chiuse e non velate, il diacono dice:

D. Benedici, presule.

Il sacerdote solleva l’evangeliario e con esso traccia una croce sull’altare, dicendo:

S. Benedetto il regno del Padre e del Figlio e del santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Il diacono recita la litania iniziale, detta anche litania di pace. Ad ogni richiesta il coro risponde Kyrie elèison, oppure Signore, provvedi.

D. In pace preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per la pace dall’alto e per la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per la pace di tutto il mondo, la saldezza delle sante Chiese di Dio e l’unione di tutti, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per questa santa casa e per chi entra con fede, rispetto e timor di Dio, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per il gran presule e nostro padre, santissimo patriarca N., per il nostro presule, sacratissimo vescovo N. (oppure arcivescovo, o metropolita, per l’insigne collegio dei presbiteri, il ministero in Cristo dei diaconi, tutto il clero e il popolo, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per la nazione, le autorità e le forze della difesa, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per questa città (oppure paese, isola, monastero), ogni città e paese e per i credenti che vi abitano, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per un clima mite, abbondanti frutti della terra e tempi di pace, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per i naviganti, i viaggiatori, i malati, i sofferenti, i prigionieri e per la loro salvezza, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per essere liberati da ogni tormento, violenza e costrizione, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodiscici, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Commemoriamo la tuttasanta, illibata, più che benedetta, gloriosa, nostra sovrana, Deìpara e semprevergine Maria insieme con tutti i santi e affidiamo noi stessi, gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

C. A te, Signore.

Durante la litania diaconale il sacerdote dice sommessamente la preghiera della prima antifona:

S. Signore, nostro Dio, di te la forza è incomparabile e la gloria inconcepibile, la misericordia immensa e la benignità ineffabile: tu, Sovrano, secondo la tua generosità, guarda su di noi e su questa santa casa, e in noi e in chi prega con noi rendi abbondanti le tue misericordie e indulgenze.

Indi esclama:

S. Si addice a te ogni gloria, onore e adorazione: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Il coro intona la prima antifona. Il diacono si sposta davanti all’immagine del Salvatore. Quando l’antifona è terminata, si porta al luogo abituale e pronunzia la litania:

D. Ancora e ancora preghiamo in pace il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodiscici, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Commemoriamo la tuttasanta, illibata, più che benedetta, gloriosa, nostra sovrana, Deìpara e semprevergine Maria insieme con tutti i santi, e affidiamo noi stessi, gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

C. A te, Signore.

Il sacerdote dice sommessamente la seguente preghiera:

S. Signore, nostro Dio, salva il tuo popolo e benedici la tua eredità, custodisci la pienezza della tua chiesa, santifica quanti amano lo splendore della tua casa: tu in cambio glorificali con la tua divina potenza e non abbandonare noi che speriamo in te.

Poi esclama:

S. Tua è la forza, e tuoi il regno e la potenza e la gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

I cantori intonano la seconda antifona. Durante la seconda antifona il diacono si sposta davanti all’immagine della Deìpara, tenendo sempre l’orario con tre dita della destra.Quando l’antifona è finita, si porta al luogo abituale e pronunzia la litania:

D. Ancora e ancora preghiamo in pace preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodiscici, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Commemoriamo la tuttasanta, illibata, più che benedetta, gloriosa, nostra sovrana, Deìpara e semprevergine Maria insieme con tutti i santi, e affidiamo noi stessi, gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

C. A te, Signore.

S. Tu ci hai largito queste preghiere da dire in comune e a voci unite; hai promesso di esaudire le richieste anche a due o tre che uniscono la voce nel tuo nome: anche ora adempi le suppliche dei tuoi servi a loro giovamento; a noi, nel secolo presente effondi la cognizione della tua verità; nel secolo a venire, largisci vita eterna.

S. Tu, Dio, sei buono e benigno, e a te noi rendiamo gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Il coro canta la terza antifona. All’inizio dell’antifona, il diacono rientra nel santuario attraverso la porta meridionale e apre le porte sante. Al momento opportuno i celebranti fanno tre inchini e baciano l’altare. Il sacerdote prende l’evangeliario dall’altare e lo cede al diacono, che a sua volta gli bacia la mano e dice sommessamente: Preghiamo il Signore; il sacerdote segue il diacono dicendo la preghiera:

S. Sovrano, Signore, nostro Dio, tu hai stabilito nei cieli schiere ed eserciti di angeli e arcangeli all’officio della tua gloria: col nostro ingresso fa’ che avvenga l’ingresso dei santi angeli, uniti con noi a officiare e glorificare la tua bontà. Si addice a te ogni gloria, onore e adorazione: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Il diacono e a seguire il sacerdote, preceduti dai ceroferari, escono dalla porta settentrionale e giungono all’ambone. Il diacono si ferma all’altezza dell’immagine del Sovrano, si volge a settentrione tenendo l’evangeliario sulla spalla e mostra l’oriente con l’orario nella destra dicendo al sacerdote:

D. Benedici, presule, il santo ingresso.

Il sacerdote benedice dicendo a bassa voce:

S. Benedetto l’ingresso al tuo santuario; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Il diacono, volto ad occidente, presenta l’evangeliario al sacerdote, il quale lo bacia. Il diacono si volge poi ad oriente e, tenendo l’evangeliario appoggiato alla fronte, aspetta la fine del canto della terza antifona, indi pregando l’evangeliario e tracciando con esso la croce, esclama:

D. Sapienza. In piedi.

Il coro canta l’inno comune dell’Ingresso:

C. Venite ad adorare: prosterniamoci a Cristo.* Salvaci, Figlio di Dio che sei risorto dai morti (di domenica, di Pasqua e dell’Esaltazione della Croce) oppure: che sei sublime nel santuario (nei giorni feriali);* ti intoniamo: Alleluia. Oppure il Proprio della Festa.

Durante il canto dell’Ingresso il diacono mantiene elevato l’evangeliario, mentre il sacerdote china il capo. Quando il coro inizia a cantare: “Salva, Figlio di Dio…”, il diacono entra e pone l’evangeliario sull’altare; il sacerdote bacia l’immagine di Cristo a destra delle porte sante, si volge ad occidente per benedire i ceroferari, bacia l’immagine della Deìpara sul lato sinistro, entra nel santuario e bacia l’evangeliario sull’altare; se vi sono concelebranti, essi baciano le immagini o del Signore o della Deìpara a seconda del lato dove formano la fila, entrano nel santuario e baciano l’altare. Mentre il coro canta tropari, contaci e teotochio previsti nelle rubriche, il sacerdote dice la preghiera del trisagio:

D. Preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

S. Dio santo, tu riposi nel santuario, sei inneggiato dai Serafini alla voce del trisagio, sei glorificato dai cherubini e adorato da ogni milizia sui cieli; tu hai tratto tutte le cose da non esistere all’esistenza, hai creato l’uomo a tua immagine e somiglianza e l’hai ornato di ogni tua largizione. A chi chiede, dài sapienza e intendimento e non eviti il peccatore anzi, hai posto il ravvedimento per la salvezza. Hai consentito a noi umili e indegni tuoi servi anche in questa ora di assistere il tuo santo altare e di porgerti l’adorazione e glorificazione a te dovuta. Tu, Sovrano, accetta dalla bocca di noi peccatori l’inno trisagio e visitaci nella tua soavità, perdonaci ogni mancanza volontaria e involontaria, santificaci anima e corpo e donaci di esserti dediti con devozione tutti i giorni della nostra vita; per le intercessioni della più che santa Deìpara e di tutti i santi: di essi da sempre ti compiaci.

Quando il coro canta il contacio finale, il diacono si inchina al sacerdote e tenendo l’orario gli dice sommessamente: Benedici, presule, il tempo del trisagio.

Il sacerdote, benedicendo il diacono, esclama:

S. Santo sei tu, Dio nostro, e a te noi rendiamo gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre.

Il diacono, ponendosi sotto le porte sante, dapprima si volge con l’orario all’immagine di Cristo esclamando:

D. Salva, Signore, i pii credenti e ascoltaci.

Il diacono poi si volge al popolo, verso cui dispiega l’orario, e conclude esclamando:

D. E nei secoli dei secoli.

Ciò dicendo il diacono descrive con l’orario un semicerchio orizzontale e ritorna all’altare. Il coro risponde:

C. Amen.

Il coro continua intonando l’inno trisagio:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: misericordia di noi. (tre volte)

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Santo Immortale: misericordia di noi.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: misericordia di noi.

Prima della fine dell’inno, dopo che il sacerdote ha baciato l’altare, il diacono dice: Comanda, presule. Il sacerdote si reca accanto alla cattedra in alto seguendo il diacono; il sacerdote dice: Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Quando il sacerdote è giunto al trono il diacono dice al sacerdote: Benedici, presule, la cattedra in alto.

S. Benedetto sei tu sul trono di gloria del tuo regno, assiso sui cherubini; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Sacerdote e diacono si mettono da un lato e dall’altro della cattedra in alto, volti ad occidente. Quando l’inno trisagio è terminato, il diacono esclama:

D. Stiamo attenti.

Il sacerdote esclama:

S. Pace a tutti.

Il lettore, al centro della chiesa, esclama:

L. E al tuo spirito.

Il diacono esclama:

D. Sapienza.

L. Prochimeno nel tono …: salmo di Davide.

D. Sapienza.

L. Lettura dell’epistola del santo apostolo N. a/ai N. (oppure: dell’epistola cattolica del santo Apostolo N. oppure: degli Atti degli Apostoli).

D. Stiamo attenti.

L. Fratelli… (o: Figliolo mio Timoteo…, oppure: In quel tempo).

Verso il termine dell’epistola e continuando durante il canto di Alleluia, il diacono chiede al sacerdote benedizione del turibolo e incensa i quattro lati dell’altare, il trono, l’altare dei doni, tutto il santuario, le immagini sovrane dell’iconostasio e il clero officiante. Alla fine dell’epistola, il sacerdote esclama:

S. Pace a te.

L. E al tuo spirito.

Il diacono esclama:

D. Sapienza.

L. Alleluia: Tono …

C. Alleluia. (tre volte)

L. 1° versetto di Alleluia.

C. Alleluia. (tre volte)

L. 2° versetto di Alleluia.

C. Alleluia. (tre volte)

Mentre il coro canta l’Alleluia e il Lettore modula i versetti, il sacerdote dice la preghiera:

S. Fa’ splendere nei nostri cuori, sovrano benigno, la luce immateriale della tua divina conoscenza e apri gli occhi della nostra mente a capire i tuoi richiami nel vangelo. Infondici anche il timore dei tuoi beati comandi: sconfiggendo le pulsioni della carne, seguiremo il fine di una condotta spirituale, nel pensare e fare ogni cosa in tuo piacimento. Sei tu infatti la luce di anima e corpo, Cristo Dio, e a te noi rendiamo gloria, insieme al tuo assoluto Padre e al tuo tuttosanto, buono e vitale Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Il sacerdote o il più giovane di essi se ci sono concelebranti, tenendosi davanti all’altare cede l’evangeliario al diacono. Questi bacia il sacro libro o la mano del sacerdote e prende l’evangeliario con entrambe le mani, ponendovi l’orario mantenuto con la destra, indi fa il giro dell’altare. Passando presso il trono dà a baciare l’evangeliario al primo celebrante ed esce dalle porte sante nel momento in cui il coro canta il terzo Alleluia. Giunto all’ambone o al leggìo da cui proclamare il vangelo, egli poggia il lembo dell’orario sul pulpito e pone su di esso l’evangeliario in posizione verticale. Presso l’ambone si dispongono uno o due ceroferari. Dopo l’ultimo Alleluia il diacono esclama:

D. Benedici, presule, il messaggero del santo, glorioso e illustre apostolo ed evangelista N. (Matteo, Marco, Luca, Giovanni).

S. Per le preghiere del santo, glorioso e illustre apostolo ed evangelista N. (Matteo, Marco, Luca, Giovanni), Dio conceda a te, messaggero, un tono di gran vigore, perché si compia il vangelo del suo amato Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

Durante questa benedizione, il diacono tiene le mani incrociate sul bordo superiore dell’evangeliario e la fronte appoggiata sulle mani; tutto ciò presuppone che la lettura avvenga su un leggìo rivolto all’altare; alla fine della benedizione solleva la testa e dice:

D. Amen.

Questa è la forma solenne della benedizione del vangelo. Altro uso è che il dialogo si compia a bassa voce all’altare. Il primo celebrante consegna l’evangeliario al diacono e questi procede all’ambone attraversando le porte sante oppure passando per la porta settentrionale; dall’uscita dell’iconostasio in poi il diacono è accompagnato dai ceroferari.

D. Sapienza, in piedi, ascoltiamo il santo vangelo.

Dal suo posto accanto al trono il sacerdote esclama:

S. Pace a tutti.

C. E al tuo spirito.

D. Lettura del santo vangelo secondo N. (Matteo, Marco, Luca, Giovanni).

C. Gloria a te, Signore, gloria a te.

D. Stiamo attenti.

Se ci sono due diaconi, il secondo, quello che non legge il vangelo, dice: “Sapienza, in piedi.” e poi: “Stiamo attenti”. Quando termina la lettura il coro canta nuovamente:

C. Gloria a te, Signore, gloria a te.

Il diacono, accompagnato dai ceroferari, riporta l’evangeliario fino alle porte sante e lo restituisce al sacerdote; questi gli dice a bassa voce: Pace a te, messaggero di vangelo. Il sacerdote bacia il santo libro, lo solleva tracciando una croce sul popolo e lo depone sull’altare. A porte sante chiuse e non velate il diacono dal suo posto abituale dice la litania detta “intensa”.

D. Diciamo tutti con tutta l’anima e con tutta la mente, diciamo:

C. Kyrie elèison. (una volta, ad ogni petizione)

D. Signore onnipotente, Dio dei nostri padri, ti preghiamo, ascolta e abbi misericordia.

D. Abbi misericordia di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, ti preghiamo, ascolta e abbi misericordia.

C. Kyrie elèison. (tre volte, ad ogni petizione)

D. Noi preghiamo per il gran presule e nostro padre, santissimo patriarca N., per il nostro presule, sacratissimo vescovo (o: arcivescovo, oppure: metropolita) N., e per tutti i nostri fratelli in Cristo.

D. E per la nazione, le autorità e la difesa, per condurre una vita calma e tranquilla con ogni pietà e decoro.

D. E per i nostri fratelli sacerdoti e ieromonaci, e per tutta la nostra comunità di fratelli in Cristo.

D. E per i beati e memorabili santissimi patriarchi ortodossi, per i fondatori di questa santa casa (oppure monastero) e per tutti i nostri padri e fratelli già dormienti e piamente adagiati qui e altrove, ortodossi.

D. E per misericordia, vita, pace, salvezza, perdono e remissione di peccati sui servi di Dio, fratelli di questa santa casa (oppure monastero).

È riservata a questo punto la supplica per intenzioni particolari.

D. E per chi produce e coltiva presso questa santa e venerata casa, per le maestanze, i cantori e il popolo convenuto che attende misericordia, da te grande e abbondante.

S. Signore, nostro Dio, accetta dai tuoi servi questa supplica intensa e abbi misericordia di noi, secondo la tua dimolta misericordia; e manda le tue indulgenze su di noi e su tutto il tuo popolo; esso attende questa misericordia, da te grande e abbondante.

S. Tu, Dio, sei misericorde e benigno, e a te noi rendiamo gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Nei giorni feriali, se si deve pregare per i defunti, a porte sante aperte il diacono col turibolo si pone davanti all’immagine di Cristo per dire la litania; se non c’è diacono, il sacerdote incensa dall’altare.

D. Abbi misericordia di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, ti preghiamo, ascolta e abbi misericordia.

C. Kyrie elèison. (tre volte)

D. Noi preghiamo per il riposo delle anime dei dormienti servi di Dio N. N. e che sia perdonata loro ogni mancanza, volontaria e involontaria.

C. Kyrie elèison. (tre volte)

D. Che il Signore nostro Dio ponga le loro anime dove i giusti riposano.

C. Kyrie elèison. (tre volte)

D. Chiediamo le misericordie di Dio, il regno dei cieli e la remissione dei loro peccati a Cristo, Re immortale e nostro Dio.

C. Concedi, Signore.

Il sacerdote dice la seguente preghiera:

S. Dio degli spiriti e di ogni carne, tu hai sconfitto la morte, fiaccato il diavolo e largito vita a questo tuo mondo: tu, Signore, riposa le anime dei tuoi servi in un luogo luminoso, in un luogo erboso, in un luogo di refrigerio, dove sono fugati dolore, tristezza e gemito. Perdona, qual Dio buono e benigno, ogni peccato da loro commesso con parola, azione o pensiero: non c’è uomo infatti che viva e non pecchi, tu solo sei senza peccato; la tua giustizia è giustizia per sempre, e la tua parola verità.

Il sacerdote termina esclamando:

S. Sei tu la resurrezione, la vita e il riposo dei tuoi servi dormienti N. N., Cristo nostro Dio, e a te noi rendiamo gloria, insieme al tuo assoluto Padre e al tuo tuttosanto, buono e vitale Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

A porte sante chiuse e non velate il diacono assume il posto abituale per dire la litania dei catecumeni. Entro le prime tre petizioni il sacerdote traccia con l’evangeliario una croce sull’altare; dalla quarta petizione solleva l’evangeliario e lo colloca in posizione verticale dietro l’antimensio, oppure lo appoggia al tabernacolo, oppure ancora lo pone di piatto a lato.

D. Catecumeni, pronunciate voti al Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Noi fedeli, preghiamo per i catecumeni.

C. Kyrie elèison.

D. Che il Signore abbia misericordia di loro.

C. Kyrie elèison.

D. Li istruisca con la parola di verità.

C. Kyrie elèison.

D. Riveli loro il vangelo della giustizia.

C. Kyrie elèison.

D. Li unisca alla santa, cattolica e apostolica sua Chiesa.

C. Kyrie elèison.

D. Salva, abbi misericordia, soccorri e custodisci, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Voi catecumeni, chinate il capo al Signore.

C. A te, Signore.

S. Signore, nostro Dio, tu abiti l’alto e guardi da basso, tu hai mandato al genere umano la salvezza nel tuo Figlio, Dio e nostro Signore Gesù Cristo; considera i tuoi servi catecumeni, a te hanno piegato la nuca; consenti loro al tempo stabilito il bagno della rigenerazione, la remissione dei peccati e la veste dell’incorruttibilità. Uniscili alla santa, cattolica e apostolica tua Chiesa e contali nel tuo gregge eletto.

S. Abbiano il fine, anche essi con noi, di glorificare il tuttoinsigne e magnifico tuo nome: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Il sacerdote dispiega l’antimensio sull’altare, mentre il diacono congeda i catecumeni.

D. Quanti siete catecumeni, uscite.

Solo se c’è un secondo diacono, questi riprende: Catecumeni, uscite. Sempre se c’è un secondo diacono, il primo diacono ripete: Quanti siete catecumeni, uscite.

Il primo o l’unico diacono ancora esclama:

D. Nessun catecumeno rimanga.

Comincia così la liturgia dei fedeli.

D. Quanti siamo fedeli, ancora e ancora preghiamo in pace il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodisci, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Sapienza.

S. Ti ringraziamo, Signore, Dio delle milizie: tu ci hai consentito di assistere anche ora il tuo santo altare e di prosternarci alle tue indulgenze per i nostri peccati e per le inscienze del popolo. Accetta, o Dio, la nostra preghiera; fa’ che diveniamo degni di offrirti suppliche, implorazioni e sacrifici incruenti per tutto il tuo popolo. Tu ci hai messo in questo ministero nella potenza del tuo Spirito santo: approva che ti invochiamo senza condanna né inciampo, nel puro testimonio della nostra coscienza in ogni istante e luogo, per darci ascolto e clemenza, nella tua dimolta bontà.

S. Si addice a te ogni gloria, onore e adorazione: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Il diacono dice la seconda litania per i fedeli.

D. Ancora e ancora preghiamo in pace il Signore.

C. Kyrie elèison.

Le quattro petizioni seguenti sono formulate solo quando la liturgia è celebrata con diacono:

[D. Per la pace dall’alto e per la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per la pace di tutto il mondo, per la saldezza delle sante Chiese di Dio e per l’unione di tutti, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per questa santa casa e per chi entra con fede, rispetto e timor di Dio, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per essere liberati da ogni tormento, violenza e costrizione, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.]

D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodisci, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Sapienza.

Durante la seconda litania il sacerdote dice sommessamente questa preghiera:

S. A te ancora per più volte ci prosterniamo e te preghiamo, buono e benigno: considera la nostra preghiera, mondaci anima e corpo da ogni bruttura della carne e dello spirito, donaci sgombra da accusa o colpa l’assistenza del tuo santo altare. Largisci, o Dio, il progresso nella vita, nella fede e nella conoscenza spirituale a quanti pregano con noi e sempre ti sono dediti in timore e carità; da’ loro di partecipare senza accusa o colpa ai tuoi santi misteri e di meritare il tuo regno sovracceleste.

S. Custoditi in perpetuo dalla tua forza, a te sia il nostro rendere gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Durante questa esclamazione il diacono rientra nel santuario dalla porta meridionale e apre le porte sante. Il coro canta l’inno cherubico:

Siamo cherubìni – per mistica immàgine* e alla vitàle – Trinità* del trisagio ìnno – eleviamo il cànto;* ogni apprensiòne – della vìta* stiamo prònti – a depòrre* …

Il diacono intanto prende il turibolo fumante, lo presenta da benedire al sacerdote e, recitando il salmo 50, incensa l’altare, il trono, l’altare dei doni, tutto il santuario, le immagini sovrane dell’iconostasio e il popolo; rientrato nel santuario, incensa i celebranti.

Abbi misericordia di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia, e secondo le tue dimolte indulgenze cancella il mio delitto. Lavami a fondo dalla mia iniquità e mondami dal mio peccato: riconosco la mia iniquità e il mio peccato mi è in continuo davanti; contro te solo ho peccato e ho fatto il male in tua presenza, così che tu sia trovato giusto sulle tue parole e vinca, chiamato a giudizio. Ecco, sono infatti concepito nelle iniquità, e nei peccati mi ha figliato mia madre. Ecco, ami la verità, mi riveli gli arcani e i segreti della tua sapienza. Mi aspergerai con issòpo e sarò mondato, mi laverai e tornerò bianco più che neve. Mi farai udire esultanza e allegrezza, ossa umiliate esulteranno. Distogli il tuo volto dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. Crea in me un cuore puro, o Dio, e rinnova nelle mie viscere lo spirito retto. Non respingermi dal tuo volto e non togliermi il tuo spirito santo. Ridammi l’esultanza della tua salvezza, rafforzami con lo spirito impetuoso. Insegnerò agli iniqui le tue vie, e gli empi torneranno a te. Liberami dagli spargimenti di sangue, o Dio, Dio della mia salvezza: la mia lingua esulterà per la tua giustizia. Signore, aprirai le mie labbra e la mia bocca proclamerà la tua lode. Se tu volessi un sacrificio, lo darei: non gradirai le vittime arse; sacrificio a Dio è uno spirito contrito; un cuore contrito e umiliato, Dio non lo disprezzerà.

Durante l’incensazione da parte del diacono il sacerdote dice sommessamente la preghiera dell’inno cherubico:

S. Nessuno, di chi è avvinto a pulsioni e appagamenti della carne, è degno di accedere, avvicinarsi e officiare a te, re della gloria: servirti è infatti grande e tremendo anche alle milizie sui cieli; eppure, per tua ineffabile ed immensa benignità, senza mutamento né alterazione sei divenuto uomo, ti sei costituito nostro pontefice e ci hai consegnato l’azione di questo officiato e incruento sacrificio, qual sovrano di tutto. Tu solo, Signore e nostro Dio, dòmini su cielo e su terra, poggi su un trono di cherubini, sei il signore dei serafini e il re di Israele, sei l’unico santo e riposi nel santuario. Ti imploro dunque, unico buono e in ascolto: guarda su di me peccatore e inutile tuo servo e mòndami anima e corpo dalla cattiva coscienza; e con la potenza del tuo santo spirito, nel mio vestire la grazia sacerdotale, approvami ad assistere questa tua santa mensa e a consacrare il tuo santo e illibato corpo e il tuo prezioso sangue. A te dunque mi avvicino a capo chino e ti prego: non distogliere da me il tuo volto, non escludermi dai tuoi servi, ma consenti di farti offrire questi doni da me, peccatore e indegno tuo servo. Sei tu invero colui che offre e che è offerto, che riceve e che è distribuito, Cristo nostro Dio, e a te noi rendiamo gloria, insieme al tuo assoluto Padre e al tuo tuttosanto, buono e vitale Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Ultimata l’incensazione, sacerdote e diacono si dispongono davanti all’altare e dicono tre volte sommessamente l’inno cherubico; durante la prima parte dell’inno il sacerdote solleva alquanto le mani e il diacono l’orario; durante la seconda parte entrambi compiono un profondo inchino. Il sacerdote: Siamo di cherubini – mistica immagine* e alla vitale – Trinità* del trisagio inno – eleviamo il canto;* ogni apprensione – della vita* stiamo pronti – a deporre* … così accoglieremo – il re di tutto* dalle schiere angeliche – in modo invisibile* scortato. – Alleluia. Sacerdote e diacono baciano l’altare, si salutano con lieve inchino, vanno alle porte sante, da lì salutano il popolo, indi si recano all’altare dei doni; il diacono consegna il turibolo al sacerdote, il quale incensa i santi doni, dicendo: O Dio, sii clemente con me peccatore e abbi misericordia. Il diacono dice al sacerdote: Solleva, presule. Il sacerdote solleva il velo maggiore sui doni e lo poggia sulla spalla sinistra del diacono. Levando il velo, il sacerdote dice: Sollevate le mani al santuario e benedite il Signore. (Ps 133:2). Il diacono, tenendo il turibolo con il mignolo della destra flette un ginocchio a terra e riceve dal sacerdote il disco, velato, e lo sostiene con entrambe le mani all’altezza della testa. Il sacerdote prende egli stesso il calice, ancora velato. In assenza del diacono il sacerdote prende il calice nella destra e il disco nella sinistra; il sacerdote prende anche la lancia e la pinza (cucchiaio), poggiandole a croce sul calice. Se ci sono altri sacerdoti il primo celebrante distribuisce loro gli oggetti da portare: croce manuale, lancia, pinza, purificatorio. Quando il coro termina la prima parte dell’inno cherubico, il diacono e il sacerdote escono dal santuario dal lato settentrionale, preceduti dai ceroferari. Compiendo il grande ingresso, o ingresso maggiore, si portano al centro della navata o dell’ambone. Nel corso della processione il diacono si ferma rivolto ai fedeli ed esclama:

D. Il gran presule e nostro padre N., santissimo patriarca di Mosca e di tutta la Rus, e il nostro presule N., sacratissimo vescovo (arcivescovo / metropolita) di N., li ricordi il Signore Dio nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Al sacerdote spettano le successive invocazioni. Dove è l’uso, la penultima commemorazione può riguardare uno o più defunti di recente: S. Il suo servo / la sua serva N. piamente dormiente (I suoi servi / le sue serve NN. piamente dormienti) nella speranza della resurrezione e della vita eterna, lo / la (li, le) ricordi il Signore Dio nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

S. I sacratissimi metropoliti, arcivescovi e vescovi, tutto l’ordine sacerdotale e monastico, il clero locale, li ricordi il Signore Dio nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

S. Voi tutti, cristiani ortodossi, vi ricordi il Signore Dio nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Se ci sono più sacerdoti, essi si ripartiscono le diverse commemorazioni, ma il primo sacerdote dice la prima e l’ultima.

C. Amen.

Il coro conclude l’inno cherubico:

C. … cosi’ accoglièmo – il re di tùtto,* dalle schiere angèliche – in modo invisìbile* scortàto. – Alleluia.

Il diacono entra nel santuario, si pone davanti all’altare, a destra, e dice al sacerdote nel momento in cui entra: Il tuo ministero sacerdotale, lo ricordi il Signore Dio nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Così dicendo, incensa il sacerdote (o i sacerdoti a mano a mano che entrano nel santuario). Il sacerdote, dopo essere entrato, risponde al diacono: Il tuo ministero diaconale, lo ricordi il Signore Dio nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Quando tutti i sacerdoti sono entrati, le porte vengono chiuse e velate. Il sacerdote intanto depone il calice sul lato destro dell’antimensio, poi prende il disco che il diacono gli porge, con un ginocchio a terra e con il disco al di sopra del capo, e lo depone sull’antimensio, a sinistra del calice. Dicendo i seguenti tropari il sacerdote toglie i veli minori dal disco e dal calice e li dispone ai lati dell’altare:

S. Il nobile Giuseppe dal legno calò il tuo illibato corpo, lo avvolse in un lenzuolo puro e in aromi, gli compì le esequie e in un sepolcro nuovo lo depose.

Eri nella tomba con il corpo e nell’ade con l’anima, qual Dio, eri in paradiso con il ladrone e in trono con il Padre e lo Spirito, o Cristo, tutto ricolmando, tu, l’incircoscritto.

Carico di vita, più bello del paradiso e ben più lucente di ogni sala di re: così apparve, o Cristo, il tuo sepolcro, fonte della nostra resurrezione.

Prende poi dalla spalla del diacono il velo maggiore o àire, profumandolo sul turibolo e ne ricopre disco e calice, ripetendo i tropari: Il nobile Giuseppe … ecc. Poi riceve il turibolo dal diacono ed incensa tre volte i santi doni concludendo il salmo 50:Adorna Siòn del tuo gradire, Signore, e siano costruite le mura di Gerusalemme; allora gradirai il sacrificio di giustizia, l’offerta ascesa e le vittime arse, allora eleveranno vitelli sul tuo altare.

Il sacerdote rende il turibolo al diacono e a capo chino gli dice: Ricordami, fratello e concelebrante. Il diacono, inchinandosi al sacerdote dice: Lo Spirito santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà. Il sacerdote: Lo Spirito stesso agirà con noi, tutti i giorni della nostra vita. Il diacono, sempre inchinato e tenendo con tre dita della mano destra l’estremità del suo orario, dice al sacerdote: Ricordami, presule santo. Il sacerdote, benedicendo il diacono e dandogli da baciare la mano, dice: Il Signore Dio ti ricordi nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Il diacono risponde: Amen. Bacia la destra del sacerdote, esce dalla porta settentrionale e si ferma al posto abituale. Quando il coro ha terminato l’inno cherubico, dice la litania dell’Anafora.

D. Adempiamo la nostra preghiera al Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per i preziosi doni messi avanti, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per questa santa casa e per chi entra con fede, rispetto e timor di Dio, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per essere liberati da ogni tormento, violenza e costrizione, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodisci, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Tutto questo giorno perfetto, santo, in pace e senza peccato, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Un angelo di pace, guida fedele, custode di anima e corpo, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Perdono e remissione di peccati e mancanze, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Cose buone e adatte alle nostre anime, e pace per il mondo, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Che il tempo ancora da vivere si compia in pace e ravvedimento, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Chiediamo una fine cristiana della vita, senza dolore né vergogna, nella pace, e una buona discolpa davanti al tremendo tribunale di Cristo.

C. Concedi, Signore.

D. Commemoriamo la tuttasanta, illibata, più che benedetta, gloriosa, nostra sovrana, Deìpara e semprevergine Maria insieme con tutti i santi e affidiamo noi stessi, gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

C. A te, Signore.

Preghiera dell’offerta, dopo la deposizione dei santi doni sulla santa mensa:

S. Signore, Dio onnipotente, unico santo, tu accetti il sacrificio di lode da chi ti invoca di tutto cuore: accogli anche la preghiera di noi peccatori, ammettici al tuo santo altare e appròvaci ad offrirti doni e sacrifici spirituali per i nostri peccati e per le inscienze del popolo. Consentici anche di trovare grazia alla tua presenza, a che il nostro sacrificio ti sia benaccetto e lo Spirito buono della tua grazia si posi su di noi e sui doni presentati, e su tutto il tuo popolo.

S. Ascoltaci per le indulgenze del tuo unigenito Figlio; e tu con lui sei benedetto, insieme col tuo tuttosanto, buono e vitale Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

S. Pace a tutti.

C. E al tuo spirito.

Il diacono, che durante l’esclamazione era davanti alle immagini sovrane, bacia la croce del suo orario e dice, tornando al posto abituale:

D. Dimostriamo carità gli uni agli altri, per professare in concordia.

C. Professiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito Trinità coessenziale e indivisibile.

Il sacerdote fa tre inchini davanti all’altare dicendo:

S. Ti amerò, Signore, mia forza: il Signore è il mio sostegno e il mio rifugio. (tre volte) (Ps 17: 1-3)

E bacia il velo maggiore all’altezza dei santi doni, senza scoprirli, prima il disco e poi il calice, infine l’altare. Se concelebrano più sacerdoti, ognuno compie lo stesso gesto, mentre il primo celebrante si tiene a destra; poi si scambiano il bacio di pace: il più anziano dice: Cristo è in mezzo a noi; il più giovane risponde: Lo è, e lo sarà. (Da Pasqua alla vigilia dell’Ascensione si scambia il saluto pasquale: Cristo è risorto. / E’ veramente risorto). Ciascuno, dopo il bacio di pace, si pone alla destra del proprio maggiore. Se più di due diaconi concelebrano, quelli che si trovano nel santuario scambiano allo stesso modo il bacio di pace, dietro l’altare. Quando il coro termina di cantare, il diacono esclama:

D. Le porte, le porte. Con sapienza stiamo attenti.

A porte chiuse e non velate il sacerdote solleva il velo maggiore e, tenendolo con entrambe le mani, lo agita lievemente e in continuo; se ci sono vari sacerdoti concelebranti, essi sostengono in più persone gli angoli del velo e lo agitano insieme durante il simbolo della fede cantato da tutti.

Credo nell’unico Dio Padre, onnipotente, creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e invisibili.

E nell’unico Signore Gesù Cristo, che è Figlio di Dio, unigenito, generato dal Padre prima di tutti i secoli: Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, coessenziale al Padre; per mezzo suo tutto prese ad esistere;

egli per noi uomini e per la nostra salvezza discese dai cieli e si incarnò dallo Spirito santo e dalla Vergine Maria e si umanò

e fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato e patì e fu sepolto

e risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture

e salì ai cieli e siede alla destra del Padre

e ancora verrà in gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.

E nello Spirito, che è santo, è signore, è vitale, procede dal Padre, col Padre e col Figlio è adorato e glorificato, parlò per mezzo dei Profeti.

E nell’unica, santa, cattolica e apostolica chiesa.

Confesso un solo battesimo per la remissione dei peccati.

Aspetto la resurrezione dei morti

e la vita del mondo futuro. Amen.

Il sacerdote piega il velo maggiore e lo pone di lato, sull’altare. Il diacono, rimasto davanti all’immagine di Cristo durante il simbolo della fede, torna al posto abituale ed esclama:

D. Stiamo composti, stiamo con timore, volgiamo ad elevare in pace la santa offerta.

Il diacono entra nel santuario mentre il coro canta:

C. Offriamo misericordia, pace, sacrificio di lode.

Il sacerdote, benedicendo il popolo, esclama:

S. La grazia del nostro Signore Gesù Cristo e la carità di Dio Padre e la comunione del santo Spirito sia con tutti voi.

C. E con il tuo spirito.

S. In alto volgiamo i cuori.

C. Li volgiamo al Signore.

Il sacerdote, rivolto verso l’altare, a capo chino e con le mani incrociate al petto, dice:

S. Ringraziamo il Signore.

C. È degno e giusto.

Durante il canto il diacono ventila i santi doni con un flabello e può continuare, salvo interruzioni per necessità, tutto il tempo dell’Anafora; il sacerdote intanto dice la preghiera dell’Anafora:

S. Degno e giusto è inneggiarti, benedirti, lodarti, ringraziarti e adorarti in ogni parte del tuo dominio. Sei tu infatti Dio inesprimibile, inspiegabile, invisibile, incomprensibile, sempre esistente, in sé stesso esistente: tu, il tuo unigenito Figlio e il tuo Spirito santo. Tu ci hai tratti da non esistere all’esistenza; caduti, ci hai rialzato e non hai mancato di fare di tutto fino a ricondurci al cielo e largirci il tuo regno a venire. Di tutto questo ringraziamo te, il tuo unigenito Figlio e il tuo Spirito santo: di ogni cosa che sappiamo e che non sappiamo, dei benefici evidenti e di quelli recònditi attuati per noi. Ti ringraziamo anche per questo officio: hai consentito di accoglierlo dalle nostre mani, eppure ti assistono migliaia di arcangeli e miriadi di angeli, i cherubini e i serafini dalle sei ali, molti occhi, librato volo, piumato manto.

Ed esclama:

S. L’inno di vittoria essi cantano, esclamano, gridano e dicono:

C. Santo, santo, santo, il Signore Savaòth: pieno è il cielo e la terra della tua gloria. Osanna negli alti cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna negli alti cieli.

Durante l’esclamazione del sacerdote il diacono solleva l’asterisco dal disco, lo piega e lo fa tintinnare quattro volte contro i bordi del disco, tracciando una croce (ovvero, con l’asterisco ancora dispiegato, egli tocca leggermente con ciascuno sperone il disco, formando una croce) indi lo piega, lo bacia e lo depone sull’antimensio.

S. Insieme con queste beate milizie, Sovrano benigno, anche noi esclamiamo e diciamo: sei santo e tuttosanto, tu e il tuo unigenito Figlio e il tuo Spirito santo. Sei santo e tuttosanto, e magnifica è la tua gloria: tu, che hai tanto amato il mondo da dare il tuo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna; e lui, che, dopo essere giunto e aver adempiuto tutto il progetto per noi, nella notte in cui era consegnato, o piuttosto consegnava sé stesso per la vita del mondo, prese il pane nelle sue sante, illibate e irreprensibili mani, pregò il ringraziamento e la benedizione, lo santificò, lo spezzò, lo diede ai suoi santi discepoli e apostoli, dicendo:

Con la destra il sacerdote mostra il santo pane; anche il diacono mostra, chinando il busto e tendendo l’orario, fino a toccare con l’estremità il bordo o il piede del disco. Il sacerdote esclama:

S. Prendete, mangiate: questo è il mio corpo, per voi spezzato in remissione dei peccati.

C. Amen.

Il sacerdote mostra il calice e anche il diacono, inchinato, agisce come prima. Il sacerdote dice sommessamente:

S. Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo:

Indi esclama:

S. Bevetene tutti: questo è il mio sangue, quello del nuovo Testamento, per voi e per molti sparso in remissione dei peccati.

C. Amen.

Sacerdote e diacono fanno un inchino. Il sacerdote, a capo chino, prosegue sommessamente:

S. Abbiamo dunque ricordato questo precetto di salvezza e tutti i fatti avvenuti per noi: la croce, la tomba, la resurrezione al terzo giorno, la salita ai cieli, la sede alla destra e il secondo e glorioso avvento a suo tempo,

Il sacerdote prosegue esclamando:

S. ti offriamo le tue cose da ciò che è tuo, in tutto e per tutto

Mentre il sacerdote proferisce queste parole il diacono, incrociando le braccia all’altezza dei gomiti, prende il disco con la destra ed il calice con la sinistra, indi li solleva, tracciando con essi un segno di croce. Il coro continua lentamente:

C. e ti inneggiamo, ti benediciamo, ti ringraziamo, Signore, e ti preghiamo, Dio nostro.

Il sacerdote continua sommessamente:

S. Ti dedichiamo ancora questa razionale e incruenta offerta e ti chiediamo, ti preghiamo e ti imploriamo: manda il tuo Spirito santo su di noi e su questi doni presentati.

Elevano di poco il sacerdote le mani e il diacono l’orario, recitando il tropario dell’ora terza: sommessamente per tre volte da parte del celebrante, alternato al diacono (o, in sua assenza, con i sacerdoti concelebranti); il diacono recita (ovvero i concelebranti recitano) i versetti scelti dal salmo 50. Quando terminano ogni singolo tropario tutti i celebranti fanno un profondo inchino:

S. Signore, all’ora terza hai mandato sui tuoi apostoli il tuo tuttosanto Spirito: non rimuoverlo da noi, o buono, ma rinnovacelo ora che ti imploriamo.

D. Crea in me un cuore puro, o Dio, e rinnova nelle mie viscere uno spirito retto.

S. Signore, all’ora terza hai mandato sui tuoi apostoli il tuo tuttosanto Spirito: non rimuoverlo da noi, o buono, ma rinnovacelo ora che ti imploriamo.

D. Non respingermi dal tuo volto e non togliermi il tuo Spirito santo.

S. Signore, all’ora terza hai mandato sui tuoi apostoli il tuo tuttosanto Spirito: non rimuoverlo da noi, o buono, ma rinnovacelo ora che ti imploriamo.

Il diacono, a capo chino, mostra con l’orario il disco dicendo:

D. Benedici, presule, il santo pane.

Il sacerdote dice benedicendo:

S. E fa’ di questo pane il prezioso corpo del tuo Cristo.

Il diacono, a capo chino, mostra con l’orario il calice dicendo:

D. Amen. Benedici, presule, il santo calice.

Il sacerdote quindi dice, benedicendo:

S. E di ciò che è in questo calice il prezioso sangue del tuo Cristo,

Il diacono risponde:

Amen. Benedicili entrambi, presule.

Il sacerdote, benedicendo entrambi i santi doni:

S. cambiandoli mediante il tuo Spirito santo.

D. Amen. Amen. Amen.

Indi il diacono china il capo verso il sacerdote dicendo:

D. Ricorda, presule santo, me peccatore.

S. Il Signore Dio ti ricordi nel suo regno; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

D. Amen.

S. Che siano per chi ne partecipa vigilanza dell’anima, remissione dei peccati, comunione col tuo santo Spirito, pienezza del regno dei cieli, confidenza con te, non giudizio o condanna. Ti dedichiamo questa offerta razionale anche per chi riposa nella fede: avi, padri, patriarchi, profeti, apostoli, predicatori, evangelisti, martiri, confessori, asceti e ogni spirito giusto, reso perfetto con la fede.

Indi il diacono cede il turibolo al sacerdote. Questi, incensando i santi doni, esclama:

S. Specialmente per la tuttasanta, illibata, più che benedetta, gloriosa, nostra sovrana, Deìpara e semprevergine Maria.

Il sacerdote rende il turibolo al diacono. Questi incensa l’altare intorno, da destra a sinistra, e poi da sinistra a destra, ricordando sommessamente i defunti che deve commemorare. Nel frattempo il coro canta:

C. È degno, in quanto è verità,* dire beata a te, o Deìpara,* semprebeata, in tutto irreprensibile* e madre del nostro Dio.* Più insigne dei Cherubini,* e più gloriosa, senza pari, dei Serafini,* in modo incorruttibile hai partorito Dio Verbo:* la realmente Deìpara in te magnifichiamo.

Nelle feste del Signore e della Deìpara questo inno è sostituito dall’irmo della nona ode preceduta dalla magnificazione. Il diacono incensa, indi commemora sommessamente i defunti. Il sacerdote continua:

S. Per il santo profeta, precursore e battista Giovanni; per i santi, gloriosi e illustri apostoli; per san (santa, i santi, le sante) N., anche del quale (della quale, dei quali, delle quali) celebriamo la memoria, e per tutti i tuoi santi: a motivo delle loro suppliche visitaci, o Dio. E ricorda tutti i dormienti nella speranza della resurrezione alla vita eterna: riposali, Dio nostro, dove veglia la luce del tuo volto. Ti invochiamo ancora: ricorda, Signore, tutto l’assieme dei vescovi ortodossi, precisi sulla tua parola di verità, tutto il collegio dei presbiteri e il ministero in Cristo dei diaconi, e tutto l’ordine sacerdotale. Ti dedichiamo questa offerta razionale anche per tutto l’universo, la santa, cattolica e apostolica tua Chiesa, per chi vive in castità e condotta decorosa, e per la nazione, le autorità e la difesa; a queste, Signore, assegna un mandato di pace: il loro sereno agire ci giovi a condurre una vita calma e tranquilla con ogni pietà e decoro.

Indi esclamando:

S. Anzitutto ricorda, Signore, il gran presule e nostro padre N., santissimo patriarca di Mosca e di tutta la Rus, e il nostro presule N., sacratissimo vescovo (oppure arcivescovo / metropolita) di N.; largiscili alle tue sante Chiese in pace, salvi, onorati, sani, longevi, precisi sulla tua parola di verità.

Il diacono commemora sommessamente i viventi; dove usa, conclude la commemorazione dicendo presso le porte sante:

D. E quanti ciascuno ha in mente, e tutti e tutto.

Dicendo le ultime parole descrive con l’orario un emicerchio orizzontale, indi torna all’altare. Il coro canta:

C. E tutti e tutto.

Nel frattempo il sacerdote continua:

S. Ricorda, Signore, la città (oppure: il paese / l’isola / il monastero) in cui ci troviamo, ogni città e paese e i credenti che vi abitano. Ricorda, Signore, i naviganti, i viaggiatori, i malati, i sofferenti, i prigionieri e la loro salvezza. Ricorda, Signore, chi produce e coltiva presso le tue sante chiese e chi pensa ai poveri, e manda su tutti noi le tue misericordie.

Indi esclama:

S. E donaci di glorificare e inneggiare con una sola bocca e un solo cuore il tuttoinsigne e magnifico tuo nome: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Il sacerdote si volge al popolo e lo benedice, esclamando:

S. E siano le misericordie del gran Dio e nostro salvatore Gesù Cristo con tutti voi.

C. E con il tuo spirito.

Il diacono riprende il posto davanti alle porte sante e dice la litania di accesso alla comunione. Il coro risponde Kyrie elèison alle prime cinque petizioni e Concedi, Signore alle sei successive.

D. Commemoriamo tutti i santi, e ancora e ancora preghiamo in pace, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Per i preziosi doni recati e santificati, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Che il nostro benigno Dio, per averli accolti al suo santo, oltre i cieli e ideale altare in odore di fragranza spirituale, ci mandi a sua volta la divina grazia e il dono del santo Spirito, preghiamo.

C. Kyrie elèison.

D. Per essere liberati da ogni tormento, violenza e costrizione, preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodiscici, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Tutto questo giorno perfetto, santo, nella pace e senza peccato, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Un angelo di pace, guida fedele, custode di anima e corpo, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Perdono e remissione di peccati e mancanze, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Cose buone e adatte alle nostre anime e pace per il mondo, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Che il tempo ancora da vivere si compia in pace e ravvedimento, chiediamo al Signore.

C. Concedi, Signore.

D. Chiediamo una fine cristiana della vita, senza dolore né vergogna, nella pace, e una buona discolpa davanti al tremendo tribunale di Cristo.

C. Concedi, Signore.

D. Chiediamo l’unità della fede e la comunione del santo Spirito e affidiamo noi stessi e gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

C. A te, Signore.

S. A te affidiamo tutta la nostra vita e speranza, Sovrano benigno, e ti invochiamo, e ti preghiamo, e ti imploriamo: consentici di partecipare ai tuoi celesti e terribili misteri di questa mensa santa e spirituale con la coscienza pura, per la remissione dei peccati, per il perdono delle mancanze, per la comunione con lo Spirito santo, per l’eredità del regno dei cieli, per la confidenza con te, non per giudizio o per condanna.

Il sacerdote esclama:

S. E consentici, Sovrano, di osare con confidenza e senza condanna chiamarti Padre, Dio sovracceleste, e dire:

Il coro intona la preghiera del Signore:

C. Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane essenziale; e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno. (Mt. 6:9-13)

Durante la preghiera del Signore il diacono, tenendosi davanti all’immagine del Salvatore, incrocia l’orario sul petto e sulle spalle. Al termine della preghiera del Signore il sacerdote esclama:

S. Tuo è il regno, e la potenza e la gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

S. Pace a tutti.

C. E al tuo spirito.

Il diacono, tornato davanti alle porte sante esclama:

D. Chinate il capo al Signore.

C. A te, Signore.

Il sacerdote dice sommessamente:

S. Ti ringraziamo, re invisibile: nell’immensa tua potenza hai creato tutte le cose, e tutte insieme nella tua dimolta misericordia le hai condotte da non esistere all’esistenza; tu, Sovrano, guarda dal cielo questi che davanti a te hanno chinato il capo: non ad esseri di carne e sangue lo hanno chinato, ma a te, Dio tremendo; tu dunque, sovrano, a fin di bene appiana il presente a tutti noi, secondo il particolare bisogno di ciascuno: naviga con i naviganti, viaggia con i viaggiatori, guarisci i malati da medico di anima e corpo.

Il sacerdote esclama:

S. Ascoltaci per la grazia, le indulgenze e la benignità del tuo unigenito Figlio; e tu con lui sei benedetto, insieme col tuo tuttosanto, buono e vitale Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

S. Volgiti, Signore Gesù Cristo, nostro Dio, dalla tua santa dimora e dal trono di gloria del tuo regno e vieni a santificarci, tu che siedi in alto col Padre e sei qui invisibilmente con noi; e consentici di impartire con la tua ferma mano il tuo illibato corpo e il tuo prezioso sangue a noi e, per mezzo di noi, a tutto il popolo.

Il sacerdote all’altare e il diacono al suo posto fanno tre profondi inchini e dicono a bassa voce tre volte:

S. O Dio, sii clemente con me peccatore, e abbi misericordia.

Poi il diacono esclama:

D. Stiamo attenti.

Il sacerdote eleva con entrambe le mani il pane al di sopra del disco dicendo:

S. Le cose sante ai santi.

A porte già chiuse e da ora anche velate il diacono, con le mani incrociate al petto, si inchina verso i due cori o verso i fedeli dicendo a bassa voce: Pregate per me peccatore, padri e fratelli santi, e perdonatemi. Rientra poi nel santuario attraverso la porta meridionale.

C. Solo uno è il Santo, uno il Signore: Gesù Cristo, nella gloria di Dio Padre. Amen.

Segue il communicatorio del giorno o della festa. La domenica è il seguente:

C. Lodate il Signore che scende dai cieli; lodatelo, lui abita gli alti cieli. Alleluia. (Ps.148:1)

Entrato nel santuario, il diacono dice al sacerdote: Spezza, presule, il santo pane. Il sacerdote spezza l’agnello in quattro parti e le dispone in forma di croce sul disco: in alto la porzione IИC (IC), che andrà immersa nel calice per la comunione, in basso la porzione XC per la comunione di sacerdoti e diaconi, НI (NI) e КА ai lati sinistro e destro per la comunione dei fedeli. Ciò facendo il sacerdote dice sommessamente: È spezzato e spartito l’Agnello di Dio, che è spezzato e non diviso, sempre mangiato e mai consumato anzi, santifica chi ne partecipa. Poi il diacono dice: Riempi, presule, il santo calice. Il sacerdote prende la prima porzione, quella che porta il segno IHC, ne traccia una croce sul calice e ve lo depone dicendo: Pienezza di Spirito santo. Il diacono risponde: Amen, indi prende il recipiente con l’acqua fervente e dice: Benedici, presule, il fervore. Il sacerdote benedice e risponde: Benedetto il fervore dei tuoi santi doni; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen. Il diacono versa l’acqua fervente nel calice in forma di croce e dice: Fervore della fede, pieno di Spirito santo. Amen. Il diacono, dopo aver riposto il recipiente, abbraccia gli altri eventuali diaconi presenti se non ha potuto farlo prima del simbolo della fede, si ritira dietro l’altare, oppure aggirandolo si porta alla sinistra del sacerdote. Il sacerdote prende la seconda parte dell’agnello, quello segnato con XC e lo divide con la lancia in tante particole quanti sono i concelebranti. Il sacerdote dice: S. Diacono, avvicìnati. Il diacono compie un profondo inchino e dice: D. Impartiscimi, presule, il prezioso e santo corpo del Signore e Dio e nostro salvatore Gesù Cristo. Ciò dicendo, diacono mette le mani supine sull’altare, la destra sulla sinistra, e china il capo. Il sacerdote pone nel cavo una particola del santo corpo e dice:

S. A N., diacono (oppure: ierodiacono), si impartisce il prezioso, santo e illibato corpo del Signore e Dio e nostro salvatore Gesù Cristo, per la remissione dei suoi peccati e per la vita eterna.

Il diacono bacia la mano del sacerdote, copre con la mano sinistra la destra contenente la particola e si reca dietro l’altare, rivolto al sacerdote. Se ci sono più diaconi, essi si comportano allo stesso modo. Il sacerdote fa a sua volta un profondo inchino dicendo:

S. A me N., sacerdote (oppure: ieromonaco), si impartisce il prezioso e tuttosanto corpo del Signore e Dio e nostro Salvatore Gesù Cristo, per la remissione dei miei peccati e per la vita eterna.

Se ci sono più sacerdoti, il primo celebrante lascia che i concelebranti si amministrino prima di lui: i sacerdoti pongono una particola sul palmo della mano destra e prendono posto intorno all’altare, sul quale appoggiano le mani incrociate, l’una sull’altra. Se c’è posto i diaconi, già con il santo pane, si avvicinano anche loro all’altare, sul lato orientale, appoggiandovi anche il dorso della mano sinistra. Quando il primo celebrante si è anche lui amministrato, sacerdoti e diaconi chinando il capo dicono:

S. e D. Credo, Signore, e confesso che sei tu veramente il Cristo, Figlio del Dio vivente, venuto nel mondo per salvare i peccatori, e il primo di questi sono io. Credo che questo è il tuo illibato corpo e questo è il tuo prezioso sangue. Ti prego dunque: abbi misericordia, perdonami tutte le mie cadute, volontarie e involontarie, commesse con parola o azione, cognizione o ignoranza, e consentimi di partecipare senza condanna ai tuoi illibati misteri per la remissione dei peccati e per la vita eterna. Amen.

Alla tua mistica cena, Figlio di Dio, oggi accoglimi partecipe: non dirò il mistero ai tuoi nemici, non ti darò un bacio al modo di Giuda, ma come il ladrone ti confesserò: Ricordami, Signore, quando sarai giunto nel tuo regno.

Non mi sia giudizio o condanna partecipare a questi santi misteri, Signore, ma guarigione di anima e corpo. Amen.

S. Mi comunico io, servo di Dio sacerdote N. (oppure: ieromonaco N.), al prezioso e santo sangue del Signore, e Dio, e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei miei peccati e per la vita eterna.

Il sacerdote beve dal calice in tre sorsi, poi asciuga le labbra e il bordo del calice, che bacia, dicendo:

S. Ecco, questo ha toccato le mie labbra, toglierà le mie iniquità e monderà i miei peccati.

Se ci sono altri sacerdoti, essi si avvicinano a loro volta dicendo: Mi avvicino ancora a Cristo, Re immortale e nostro Dio. Mi comunico io, servo di Dio sacerdote N., (oppure: ieromonaco N.), al prezioso e santo sangue del Signore, e Dio, e Salvatore nostro Gesù Cristo per la remissione dei miei peccati e per la vita eterna. E comunicano al calice nello stesso modo del primo celebrante, poi vanno a prendere le abluzioni (pane e vino temperato con acqua calda) all’altare dei doni. Il sacerdote offre dalle proprie mani il santo calice al diacono:

S. Diacono, avvicìnati.

Il diacono, rimasto dietro l’altare, si reca alla destra del sacerdote e compie un profondo inchino dicendo: D. Ecco, mi avvicino all’immortale re e mio Dio. Impartiscimi, presule, il prezioso e santo sangue del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.

Il sacerdote offre dalle proprie mani il calice al diacono, dicendo:

S. Il servo di Dio, diacono N. (oppure: ierodiacono N.), si comunica al prezioso e santo sangue del Signore e Dio e nostro Salvatore Gesù Cristo per la remissione dei suoi peccati e per la vita eterna.

Il diacono ne assume, poi asciuga le labbra e il bordo del calice con il purificatorio mentre il sacerdote dice:

S. Ecco, questo ha toccato le tue labbra, toglierà le tue iniquità e monderà i tuoi peccati.

Se ci sono altri diaconi, agiscono allo stesso modo. Il sacerdoce dice sommessamente la preghiera di ringraziamento:

S. Ti ringraziamo, Sovrano benigno, benefattore delle nostre anime, per averci consentito in questo giorno i tuoi sovraccelesti e immortali misteri. Raddrizza la nostra via, rinsalda noi tutti nel tuo timore, fortifica la nostra vita, assicura i nostri passi, per le preghiere e le implorazioni della gloriosa Deìpara e semprevergine Maria, e di tutti i tuoi santi.

In altri usi la preghiera è riportata all’ultima litania. In seguito il sacerdote taglia in particole i due restanti quarti dell’agnello. Il diacono, tenendo il disco con la sinistra, immette nel calice le particole dell’agnello, lasciando sul disco le particole delle memorie; copre poi il calice con l’apposito velo e su di esso pone il cucchiaio; piega il purificatorio e lo mette di traverso sul polso sinistro, oppure nel punto dove l’orario passa come cintura; se il sacerdote celebra senza diacono, pone il purificatorio sul calice. A porte aperte il diacono si inchina al popolo e torna all’altare, compiendo un profondo inchino verso il calice. Il sacerdote consegna il calice al diacono e questi si reca alle porte sante; qui il diacono eleva il calice e lo mostra ai fedeli dicendo:

D. Con timore di Dio e fede avvicinatevi.

C. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Dio Signore è apparso a noi.

Dove usa, il sacerdote dice ad alta voce per i fedeli le preghiere di accesso alla comunione: Credo, Signore, e confesso… Intanto il diacono si pone a sinistra del sacerdote e, volto a settentrione, sostiene il calice. Quando le preghiere sono terminate, il sacerdote prende il calice con la sinistra e il cucchiaio con la destra. Il diacono dispiega il purificatorio tra il calice e il mento dei comunicanti.

I monaci e le monache comunicano per primi. Seguono i bambini: ai lattanti e divezzi il sacerdote dà il cucchiaio con un po’ di santo Sangue dicendo: Il bimbo (oppure: la bimba) di Dio N… si comunica al prezioso e santo corpo e sangue del Signore, e Dio, e nostro salvatore Gesù Cristo, per la vita eterna; ai bambini più grandi impartisce la completa comunione dicendo: Il bambino (oppure: la bambina) di Dio N… si comunica al prezioso e santo corpo e sangue del Signore, e Dio, e nostro salvatore Gesù Cristo, per la vita eterna.

I fedeli che si accostano per comunicare tengono le mani incrociate sul petto. Giunti davanti al calice dicono il loro nome di battesimo o monastico, poi riversano quanto basta il capo e aprono la bocca all’altezza del calice. Se non c’è diacono essi stessi mantengono il purificatorio sotto il mento per la durata della somministrazione.

Comunicando i fedeli in età di ragione il sacerdote dice:

S. Il servo (oppure: la serva) di Dio N… si comunica al prezioso e santo corpo e sangue del Signore, e Dio, e nostro salvatore Gesù Cristo, in remissione dei suoi peccati e per la vita eterna.

S. Ecco, questo ha toccato le tue labbra, toglierà le tue iniquità e monderà i tuoi peccati.

Dopo aver comunicato, il fedele si asciuga la labbra con il purificatorio, bacia la base del calice, fa un segno di croce e si reca a prendere le abluzioni (pane e vino diluito con acqua calda).

Durante tutto il tempo della comunione dei fedeli, il coro canta l’inno proprio; di domenica:

C. Al corpo di Cristo partecipate, della fonte immortale gustate.* Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Quando tutti i fedeli hanno comunicato, il diacono torna all’altare con il purificatorio o con il velo del calice e con il cucchiaio, mentre il sacerdote riporta sull’antimensio il calice coperto dal proprio velo o dal purificatorio.

Il sacerdote si volge poi al popolo e lo benedice dicendo:

S. Salva, o Dio, il tuo popolo e benedici la tua eredità.

C. Abbiamo visto la vera luce,* accolto lo Spirito celeste* e ritrovato la fede vera;* adoriamo la Trinità indivisibile,* essa infatti ci ha salvati.

Dopo che il sacerdote ha posato il calice, il diacono ne solleva il purificatorio e vi immerge tutte le particole del disco, usando la spugna per raccoglierle. Versando le particole in memorie dentro il calice, il diacono dice: Lava, Signore, nel tuo prezioso sangue i peccati di chi ha qui trovato memoria, per le preghiere di tutti i tuoi santi. Dopo aver diligentemente terso il disco, vi depone l’asterisco, la lancia, il cucchiaio, il velo maggiore ed il velo del disco, indi copre il calice con il purificatorio ed il velo.

Il diacono dice sommessamente i seguenti versetti, tratti dal mattutino di Pasqua:

Contempliamo la resurrezione di Cristo e adoriamo il Signore santo, Gesù, l’unico senza peccato. Veneriamo la tua Croce, o Cristo, e diamo inni e gloria alla tua santa resurrezione; sei tu infatti il nostro Dio, altri che te non conosciamo e il tuo nome chiamiamo. Venite, fedeli tutti, adoriamo la santa resurrezione di Cristo: ecco è giunta per mezzo della Croce gioia in tutto il mondo. In continuo benedicendo il Signore, inneggiamo alla sua resurrezione: subendo la Croce per noi, con la morte ha distrutto la morte.

Risplendi, risplendi, nuova Gerusalemme, la gloria del Signore è sorta su di te. Danza ora ed esulta, Siòn, e tu casta Deìpara, sii lieta al risveglio del tuo figliolo.

O Pasqua, grande e sacratissima! O Cristo, Sapienza, Verbo di Dio e sua Potenza: dacci di aver parte più nettamente con te e nel giorno senza declino del tuo regno. Dopo aver coperto il calice prende il turibolo e lo consegna al sacerdote, dicendo sommessamente:

D. Innalza, presule.

Il sacerdote incensa il calice tre volte, dicendo sommessamente:

S. Innàlzati sui cieli, o Dio, e su tutta la terra la tua gloria.

Il sacerdote rende il turibolo al diacono; questi a sua volta dice, sempre sommessamente: Benedici, presule. Il sacerdote gli consegna il disco. Il diacono, tenendo con la mano sinistra il disco all’altezza del capo e con la destra il turibolo, si reca alle porte sante, mostra al popolo il disco elevato indi va a deporlo sull’altare dei doni. Intanto il sacerdote compie un profondo inchino, segna di croce l’antimensio con il calice dicendo sommessamente: Benedetto il nostro Dio e si volge al popolo; si volge alle porte sante e mostra il calice esclamando:

S. In perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Sia piena la nostra bocca* della lode per te, Signore,* per inneggiare alla tua gloria:* ci hai consentito di partecipare* ai tuoi santi, divini, immortali e vitali misteri.* Sèrbaci nella tua santità,* a meditare tutto il giorno la tua giustizia.* Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Intanto il sacerdote trasferisce il calice all’altare dei doni, preceduto dal diacono che incensa, pone il calice sull’altare e lo incensa tre volte; il diacono scioglie l’orario, esce dalla porta settentrionale e si ferma al posto abituale per dire la litania di ringraziamento:

D. In piedi. Ora che abbiamo partecipato ai divini, santi, illibati, immortali, celesti, vitali e tremendi misteri di Cristo, ringraziamo degnamente il Signore.

C. Kyrie elèison.

D. Soccorri, salva, abbi misericordia e custodiscici, o Dio, per tua grazia.

C. Kyrie elèison.

D. Chiediamo tutto questo giorno perfetto, santo, nella pace e senza peccato e affidiamo noi stessi e gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

C. A te, Signore.

Il sacerdote intanto ripiega l’antimensio. Il diacono si pone alla destra dell’immagine di Cristo. Il sacerdote esclama:

S. Tu sei la nostra santificazione, e a te noi rendiamo gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il sacerdote dicendo l’esclamazione traccia con l’evangeliario una croce sull’altare e depone il libro sull’antimensio piegato. Il coro risponde:

C. Amen.

S. Andiamo in pace.

C. Nel nome del Signore.

D. Preghiamo il Signore.

C. Kyrie elèison.

Il sacerdote (o chi dei concelebranti deve dire la preghiera, in genere il più giovane) esce dal santuario attraverso le porte sante e si reca dietro l’ambone. Il diacono a capo chino mostra con l’orario sollevato l’immagine di Cristo. Il sacerdote esclama:

S. Tu benedici chi ti benedice, Signore, e santifichi chi confida in te: salva il tuo popolo e benedici la tua eredità; custodisci la pienezza della tua Chiesa; santifica quanti amano lo splendore della tua casa; tu glorificali a tua volta con la tua divina potenza e non abbandonare noi che speriamo in te. Da’ pace a questo tuo mondo, alle tue chiese, ai sacerdoti, alle autorità, alle forze della difesa e a tutto il tuo popolo, perché ogni concessione buona e ogni dono perfetto è dall’alto, scendendo da te, padre dei lumi; e a te noi rendiamo gloria, ringraziamento e adorazione: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen. Sia il nome del Signore benedetto* da ora e sino al compimento dei secoli. (tre volte)

Il sacerdote rientra subito nel santuario attraverso le porte sante. Il diacono invece rientra per la porta settentrionale per chiedere la benedizione a consumare i santi doni: si china all’angolo dell’altare, poggiandovi l’estremità dell’orario direttamente e la fronte sulle mani incrociate. Il sacerdote impone la mano destra sul capo del diacono e dice questa preghiera:

S. Sei il compimento della Legge e dei profeti, Cristo nostro Dio, e hai adempito tutto il progetto del Padre: riempi di gaudio e letizia i nostri cuori; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Se il sacerdote celebra senza diacono, dirà la preghiera dopo il congedo, poco prima di consumare. Durante la consumazione da parte del sacerdote se celebra da solo, il coro canta il salmo 33:

Benedirò il Signore in ogni momento, in continuo la lode per lui è alla mia bocca. La mia anima vanterà del Signore: i mansueti ascoltino e si rallegrino. Magnificate il Signore con me, ed insieme esaltiamo il suo nome. Cerco il Signore e lui mi esaudisce, e mi libera da tutte le mie afflizioni. Giungete a lui e lasciatevi illuminare, e i vostri volti non saranno confusi. Questo povero grida, e il Signore lo ascolta e lo salva da tutte le afflizioni. L’angelo del Signore si accamperà intorno a chi lo teme e libero lo renderà. Gustate e vedete che il Signore è soave: beato l’uomo che spera in lui. Temete il Signore, voi tutti suoi santi, perché non c’è stenti in chi lo teme. I ricchi diventano poveri e affamati, ma quelli che cercano il Signore non mancheranno di alcun bene. Venite, figlioli, ascoltatemi, vi insegnerò il timor del Signore. Chi è l’uomo che vuole vita, che ama vedere giorni buoni? Trattieni la lingua dal male e le labbra dal parlare con inganno. Distogliti dal male e fa’ il bene, cerca la pace e seguila. Gli occhi del Signore sono sui giusti, e le sue orecchie sulla loro supplica. Ma il volto del Signore sta sopra quanti compiono il male, per sterminare dalla terra la loro memoria. I giusti gridano e il Signore li ascolta, e li libera da tutte le afflizioni. Il Signore è vicino ai contriti di cuore e salverà gli umili di spirito. Molte le afflizioni dei giusti, e liberi da tutte queste il Signore li renderà. Il Signore custodirà tutte le loro ossa, non ne sarà spezzato uno. La morte dei peccatori sarà funesta e quanti odiano il giusto hanno già fallito. Il Signore riscatterà le anime dei suoi servi, e tutti quelli che sperano in lui non falliranno.

La predica, se non è stata tenuta dopo il vangelo o durante la comunione del clero, può aver luogo durante la consumazione dei santi doni. Alla fine il sacerdote, benedicendo il popolo, esclama:

S. La benedizione del Signore su di voi, per sua grazia e benignità; in perpetuo: ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

C. Amen.

Il sacerdote dà il congedo:

S. Gloria a te, Cristo Dio, nostra speranza, gloria a te.

C. Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. Kyrie elèison (tre volte). Benedici.

La domenica:

S. Colui che è risorto dai morti, Cristo, nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei santi, gloriosi e illustri apostoli e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, di san N. (del tempio) e di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

C. Salva, Cristo Dio, e colma di misericordia il gran presule e nostro padre N, santissimo patriarca di Mosca e di tutta la Rus, e il nostro presule N., sacratissimo vescovo (oppure arcivescovo / metropolita) di N., il parroco (con il titolo specifico: presbitero / ieromonaco, arciprete / igumeno / archimandrita, ecc) N., questa comunità e tutti i cristiani ortodossi: Signore, custodiscili per molti anni.

I fedeli poi si avvicinano a baciare la croce tenuta dal sacerdote e a ricevere, dove usa, il pane noto come prosfòra, eulogìa, o antìdoro; il sacerdote dice a ciascun fedele:

S. La benedizione del Signore e la sua misericordia, su di te.

Infine il sacerdote entra nel santuario; le porte sante sono chiuse e velate.

Se il sacerdote celebra senza diacono, si reca all’altare dei doni e, se non lo ha fatto durante il canto del salmo, consuma dal calice, poi vi versa vino e acqua per esaurire ogni traccia, e ancora acqua calda per detergere il calice indi lo asciuga con il purificatorio. Infine dice:

Ora congeda il tuo servo, o Sovrano, secondo la tua parola in pace, perché i miei occhi hanno visto la salvezza che hai preparato per tutti i popoli, luce da rivelare alle nazioni e gloria del tuo popolo Israele.

Santo Dio, santo forte, santo immortale: misericordia di noi. (tre volte)

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Tuttasanta Trinità, abbi misericordia di noi; Signore, sii clemente sui nostri peccati; Sovrano, perdonaci le iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità, a motivo del tuo nome.

Kyrie elèison. (tre volte)

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Kyrie elèison. (tre volte)

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane essenziale; e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno.

S. E’ tuo il regno, la potenza e la gloria: Padre e Figlio e santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

D. Amen.

Il sacerdote e il diacono lavano le mani e le labbra, dicono le preghiere di ringraziamento dopo la comunione e depongono i paramenti; poi, dopo aver fatto tre profondi inchini e baciato l’altare, lasciano la chiesa, lodando Dio e ringraziandolo di tutto.

Fine della Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo.

Gloria a Dio.

RINGRAZIAMENTO DOPO LA DIVINA COMUNIONE

Ti è stato dato comunicare

con i vitali e mistici doni;

subito inneggia e ringrazia molto,

e con fervore dall’anima esclama a Dio:

Gloria a te, o Dio; gloria a te, o Dio; gloria a te, o Dio.

E subito le seguenti preghiere di ringraziamento:

Prima preghiera.

Ti ringrazio, Signore mio Dio: non hai respinto un peccatore come me, anzi mi hai consentito di comunicare con i tuoi santi misteri. Ti ringrazio: hai consentito a me indegno di partecipare ai tuoi intemerati e celesti doni. Tu ci hai largito, Sovrano benigno, per noi morto e risorto, questi tuoi tremendi e vitali misteri in beneficio e santificazione di anima e corpo: concedi che questi beni siano anche per me guarigione dell’anima e del corpo, dissuasione per ogni avversario, lume agli occhi del mio cuore, pace per le facoltà della mia anima, fede senza confusione, carità non ipocrita, sazietà di sapienza, compimento dei tuoi comandi, aggiunta della tua divina grazia e accesso al tuo regno; custodito con questi beni nella tua santità, in continuo sia il mio rammentare la tua grazia e il mio vivere non più per me stesso, ma per te, nostro sovrano e benefattore; quando da questa vita uscirò nella speranza della vita eterna, che io giunga al riposo perpetuo, dov’è la voce senza posa di chi è in festa e la delizia senza fine di chi contempla la bellezza ineffabile del tuo volto. Sei tu la reale aspirazione e la letizia indicibile di chi ti ama, Cristo nostro Dio, e te inneggia tutto il creato nei secoli. Amen.

Seconda preghiera. Del Metafraste, in versi:

Di tuo volere mi hai dato te stesso come cibo:

Tu sei fuoco che brucia gli indegni:

non bruciarmi, tu che mi hai plasmato;

passa invece per tutte le mie membra,

in ogni giunto, nelle viscere, nel cuore.

Brucia le spine di ogni mia caduta,

rendi pura l’anima e santi i pensieri;

rafforza i nerbi insieme con le ossa;

illumina i miei cinque sensi;

configgimi del timore per te.

Dammi sempre protezione, scorta e custodia

da ogni azione e parola che corrompe l’anima.

Rendimi casto, puro e regolato;

fammi buono, intelligente e luminoso.

rendimi dimora del tuo unico spirito

e mai più dimora del peccato.

Divenuto tua dimora mediante la comunione,

ogni malvagio, ogni passione mi fugga come fuoco.

Ti presento intercessori tutti i santi,

i gran condottieri degli esseri incorporei,

il tuo precursore, i sapienti apostoli,

e davanti ad essi la tua illibata e casta madre:

accetta le loro suppliche, o mio generoso Cristo,

e rendi il tuo servo (la tua ancella) un figlio (una figlia) della luce.

Tu sei, o buono, quanto c’è di più santo,

sei il fulgore delle nostre anime,

e, come si addice, a te Dio e salvatore

tutti noi ogni giorno rendiamo gloria.

Terza preghiera. Di Basilio il Grande:

Sovrano Cristo Dio, re dei secoli e artefice di tutto, ti ringrazio di tutti i beni che mi hai concesso e della comunione ai tuoi illibati e vitali misteri. Ti prego dunque, buono e benigno: custodiscimi sotto il tuo manto e all’ombra delle tue ali, e donami di partecipare fino all’ultimo respiro ai tuoi santi misteri con la coscienza pura, per la remissione dei peccati e per la vita eterna. Sei tu infatti il pane della vita, la santità, il donatore dei beni, e noi a te noi rendiamo gloria, insieme al Padre e al santo Spirito; ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Quarta preghiera:

Il tuo santo corpo, Signore Gesù Cristo nostro Dio, divenga per me vita eterna, e il tuo prezioso sangue remissione dei peccati. Questa eucaristia mi sia gioia, salute e letizia. Al tuo tremendo e secondo avvento consentimi, anche se sono peccatore, di stare alla destra della tua gloria, per le preghiere della tua illibata madre e di tutti i santi. Amen.

Altra preghiera, alla tuttasanta Deìpara:

Tuttasanta sovrana Deìpara, luce per la mia anima tetra, mia speranza, manto, rifugio, consolazione, giubilo, ti ringrazio, io indegno, di avermi consentito di comunicare all’illibato corpo e al prezioso sangue di tuo Figlio. Tu hai partorito la vera luce: illumina gli occhi interiori del mio cuore; hai partorito la fonte dell’immortalità: rendi vivo me ucciso dal peccato; come madre generosa di Dio misericorde, mostrami anche tu misericordia e dammi compunzione e contrizione nel cuore. Dammi umiltà nei pensieri e rimpatrio dalla prigionia dei miei pensieri. E consentimi fino all’ultimo mio respiro di ricevere senza condanna le sante operazioni degli illibati misteri in guarigione di anima e corpo; e concedimi lacrime di ravvedimento e confessione per renderti inni e gloria tutti i giorni della mia vita. Tu sei benedetta e glorificata nei secoli. Amen.

Tropario di san Basilio il Grande, tono 1°:

Il tuo suono è uscito per tutta la terra,* tanto che accolse la tua parola,* con la quale insegnavi al grado divino; * hai illustrato la natura degli esseri * e regolato i costumi degli uomini. * Basilio: regale sacerdozio, padre devoto, supplica Cristo Dio* che sian salvate le nostre anime.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito;

Contacio del Santo, tono 4°:

Appari alla chiesa inconcusso fondamento:* agli uomini porgi inconfutata la grandezza del Signore* e la sigilli mediante le tue dottrine,* o narratore dei misteri celesti, o devoto Basilio.

E ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Deìparo, tono 2°:

Patrocinio intrepido dei cristiani,* presso il creatore mediazione immutevole,* non eludere le suppliche di noi peccatori,* ma intervieni in nostro aiuto, qual buona,* ora che con fede ti gridiamo:* accorri alla preghiera e insisti nella supplica,* Deìpara, che sempre patrocini chi ti onora.

Indi:

Kyrie, eleison. (12 volte)

Più insigne dei Cherubini, * e più gloriosa senza pari dei Serafini, * in modo incorruttibile hai partorito Dio Verbo: * realmente Deìpara ti magnifichiamo.

Segue il congedo.

Fine delle preghiere dopo la santa comunione.

Gloria a Dio

ANTIFONE

GIORNI FERIALI

PRIMA ANTIFONA

Salmo 91:

1. E’ un bene professare il Signore.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. E’ un bene professare il Signore, e arpeggiare al tuo nome, o Altissimo.

3. Annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità durante la notte.

4. Il Signore nostro Dio è retto, e in lui non c’è ingiustizia.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA

Salmo 92:

1. Il Signore è regnante, veste fierezza.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le intercessioni dei tuoi santi, Salvatore, salvaci.

2. Il Signore è regnante, veste fierezza; il Signore veste potenza e ne è cinto.

3. E così impiantò l’universo, tale che non vacilli.

4. Le tue testimonianze sono ben degne di fede; la santità si addice alla tua casa, lungo l’arco dei giorni.

5. Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA

Salmo 94:

1. Venite, esultiamo nel Signore, acclamiamo a Dio, nostro salvatore.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Salvaci, Figlio di Dio, sublime nel santuario; a te intoniamo: Alleluia.

2. Presentiamoci al suo volto in atto di confessione, acclamiamolo con cantici.

3. Dio è gran signore, e re grande su tutta la terra, i confini della terra sono in mano sua e di lui sono le sommità dei monti; il mare è suo e lo ha creato lui, e le sue mani hanno plasmato la terraferma.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

DOMENICA

PRIMA ANTIFONA

Salmo 102:

Anima mia, benedici il Signore, e tutto in me il suo nome santo.

Ritornello: Anima mia, benedici il Signore, e tutto in me il suo nome santo. Benedetto sei tu, Signore.

Anima mia, benedici il Signore, e non dimenticare tutti i suoi favori.

Si fa clemente su tutte le tue iniquità, guarisce tutte le tue malattie,

riscatta la tua vita dalla corruzione, ti corona di misericordia e indulgenze,

soddisfa di beni la tua aspirazione: come per l’aquila, la tua giovinezza sarà rinnovata;

il Signore fa misericordie e giustizia a tutti gli oltraggiati.

Ha fatto conoscere le sue vie a Mosè, le sue volontà ai figli d’Israele.

Il Signore è indulgente e misericorde, paziente e provvidente. Non resterà a lungo adirato, né rimarrà sdegnato per sempre;

non ci tratta secondo le nostre iniquità, né ci ripaga secondo i nostri peccati;

come è alto il cielo dalla terra, così il Signore rinforza la sua misericordia su chi lo teme;

quanto dista levante da ponente, tanto allontana da noi le iniquità;

come un padre indulge ai figli, così il Signore indulge a chi lo teme;

lui conosce di che impasto siamo, ricorda che siamo polvere.

L’uomo, come erba i suoi giorni, come fiore di campo, così sfiorirà;

lo pervade un soffio e non c’è più, e non si saprà il suo posto.

Eppure la misericordia del Signore da sempre e per sempre è su chi lo teme, e la sua giustizia sui figli dei figli,

su chi custodisce il suo testamento e ricorda i suoi comandi per compierli.

Il Signore ha allestito il suo trono nel cielo, e il suo regno domina tutto.

Benedite il Signore, voi tutti angeli suoi, campioni di vigore, che eseguite la sua parola all’udire la voce delle sue parole; benedite il Signore, voi tutte milizie sue, suoi ministri, che eseguite la sua volontà;

benedite il Signore, voi tutte opere sue, in ogni parte del suo dominio; anima mia, benedici il Signore.

Gloria al Padre al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Ritornello.

SECONDA ANTIFONA

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.

Salmo 145:

Anima mia, loda il Signore:

loderò il Signore in vita mia, arpeggerò al il mio Dio finché esisto.

Non confidate nei notabili, nei figli degli uomini, che non hanno in sé la salvezza.

Il loro spirito esalerà, tornerà alla loro polvere, in quel giorno tutti i loro pensieri periranno.

Beato chi il Dio di Giacobbe in suo aiuto, per sua speranza il Signore suo Dio:

egli ha creato il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, custodisce la verità per sempre,

rende giustizia agli oltraggiati, dà cibo agli affamati; il Signore scioglie gli incatenati,

il Signore consiglia i ciechi, il Signore rialza gli abbattuti, il Signore ama i giusti;

il Signore custodisce i forestieri, sosterrà l’orfano e la vedova, annienterà la via dei peccatori. Il Signore regnerà per sempre: il tuo Dio, o Siòn, di generazione in generazione.

E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA

Le Beatitudini (Mt 5: 1-1):

Nel tuo regno ricordaci, Signore, quando verrai nel tuo regno.* Beati i poveri nello spirito: è loro il regno dei Cieli.* Beati i sofferenti: loro saranno consolati.* Beati i mansueti: loro erediteranno la terra.* Beati gli affamati e assetati di giustizia: loro saranno saziati.* Beati i misericordiosi: loro otterranno misericordia.

l° Tropario per le Beatitudini, secondo il Tono.

Beati i puri di cuore: loro vedranno Dio.*

2° Tropario per le Beatitudini.

Beati i pacificatori: loro saranno chiamati figli di Dio.*

3° Tropario per le Beatitudini.

Beati i perseguitati per la giustizia: è loro il regno dei cieli.*

4° Tropario per le Beatitudini.

Beati siete quando vi insulteranno e vi perseguiteranno, e diranno ogni cattiva parola contro di voi, mentendo, a causa mia.*

5° Tropario per le Beatitudini.

Gioite ed esultate: è grande la vostra ricompensa nei cieli.*

6° Tropario per le Beatitudini.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.*

7° Tropario per le Beatitudini.

E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.*

Deìparo delle Beatitudini.

ESALTAZIONE DELLA CROCE

PRIMA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 21:

1. Dio, mio Dio, volgiti me, perché mi hai abbandonato?

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. Lontano dalla mia salvezza è il conto delle mie cadute.

3. Mio Dio, grido di giorno e non ascolti, e anche di notte, ma la mia non è stoltezza.

4. Tu abiti nel santuario, Tu, elogio di Israele.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 73:

1. Perché, o Dio, ci hai respinto per sempre?

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. Ricorda la tua adunanza, che ti sei acquistata sin dal principio.

3. Questo monte Siòn, in cui dimori.

4. Eppure Dio è il nostro re da prima dei secoli, ha operato salvezza in mezzo alla terra.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA, Tono 1:

Salmo 98:

1. Il Signore è regnante, i popoli si incolleriscano pure.

Tropario: Salva, Signore, il tuo popolo* e benedici la tua eredità:* ai difensori dona vittorie sui barbari* e con la tua croce serba la tua civiltà.

2. Il Signore è regnante, i popoli si incolleriscano pure; egli è l’assiso sui cherubini, la terra ne vacilli.

3. Il Signore è grande in Siòn ed è alto su tutti i popoli.

4. Esaltate il Signore nostro Dio, adorate verso il suo monte santo.

NATALE

PRIMA ANTIFONA, Tono 2:

Salmi 9 e 110:

1. Ti confesserò, Signore, con tutto il mio cuore, racconterò tutti i tuoi prodigi.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. Nel consiglio dei retti e nell’adunanza; grandi le opere del Signore.

3. Ricercate per tutte le sue volontà.

4. Confessione e magnificenza è la sua opera, e la sua giustizia rimane per secoli di secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 111:

1. Beato quell’uomo che teme il Signore, molto si applicherà ai suoi precetti.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Salvaci, Figlio di Dio che sei partorito dalla Vergine, ti intoniamo: Alleluia.

2. La sua discendenza sarà potente sulla terra, la generazione dei retti verrà benedetta.

3. Gloria e ricchezza sono nella sua casa, e la sua giustizia rimane per secoli di secoli.

4. Egli sorge fra le tenebre, luce per i retti, misericordioso, indulgente e giusto.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA, Tono 4:

Salmo 109:

1. Dice il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra,

Tropario, Tono 4: La tua nascita, Cristo Dio nostro,* manda al mondo la luce della conoscenza:* da essa infatti i votati alle stelle* da una stella ricevono l’istruzione* di adorare te, Sole di giustizia* e riconoscerti Oriente dall’alto;* Signore, gloria a te.

2. Finché porrò i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi.

Tropario.

3. Il Signore ti manderà lo scettro di potenza da Siòn, e tu signoreggia in mezzo ai tuoi nemici.

Tropario.

4. Con te è il primato nel giorno della tua potenza, tra gli splendori del tuo santuario.

Tropario.

5. Il Signore ha giurato e non ritratterà: tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedèch.

Tropario.

7. Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Contacio, Tono 3: La Vergine oggi partorisce il Trascendente;* la terra offre una grotta all’Inaccessibile;* gli angeli con i pastori cantano gloria;* i magi sono in cammino dietro la stella;* nasce per noi, bambino novello,* Colui che è da prima dei secoli: Dio.

TEOFANIA

PRIMA ANTIFONA, Tono 1:

Salmo 113:

1. Con l’uscita di Israele dall’Egitto, della casa di Giacobbe da un popolo barbaro,

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. La Giudea diventa il suo luogo santo, Israele la sede autorevole.

3. Il mare vede e se ne fugge, il Giordano si volge indietro;

4. Che cos’hai, o mare, che fuggi, e tu, Giordano, che volgi all’indietro?

5. Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 114:

1. Lo amo, perché il Signore ascolta la voce della mia supplica,

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Salvaci, Figlio di Dio che nel Giordano sei battezzato da Giovanni, ti intoniamo: Alleluia.

2. Egli tende a me il suo orecchio nei giorni in cui lo invoco.

3. Le doglie della morte mi stringevano, i pericoli dell’ade mi coglievano; trovavo tormento e dolore. E invocavo il nome del Signore.

4. Il Signore è misericorde e giusto, il nostro Dio ha misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA, Tono 1:

Salmo 117:

1. Confessate il Signore: che è buono, che per sempre è la sua misericordia.

Tropario, tono 1: Nel Giordano sei battezzato, Signore,* ed è rivelato che si adori la Trinità:* la voce del Padre ti testimonia chiamandoti Figlio,* e lo Spirito, in aspetto di colomba,* conferma quanto è certa la parola;* così sei manifestato, Cristo Dio,* e così illumini il mondo, gloria a te.

2. Lo dica la casa d’Israele: che è buono, che per sempre è la sua misericordia.

Tropario.

3. Lo dica la casa di Aronne: che è buono, che per sempre è la sua misericordia.

Tropario.

4. Lo dicano pure tutti quelli che temono il Signore: che è buono, che per sempre è la sua misericordia.

Tropario.

TRASFIGURAZIONE

PRIMA ANTIFONA, Tono 2:

Salmi 65, 76 e 103:

1. Acclamate al Signore, terra tutta, arpeggiate al suo nome, date gloria alla sua lode.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. La tua voce di tuono è nel turbine, i tuoi lampi accendono l’universo, la terra sussulta e si fa tremante.

3. Vesti confessione e magnificenza, avvolto di luce come di un manto.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 47 e 77:

1. Le vette di Siòn, i fianchi di settentrione, sono la città del grande Re.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Salvaci, Figlio di Dio che ti trasfiguri sul monte Tabòr, ti intoniamo: Alleluia.

2. Egli fa entrare al monte della sua santità, questo monte che la sua destra si era acquisito.

3. Il monte Siòn, che egli ama; e costruisce il suo santuario quale unico corno.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA, Tono 7:

Salmo 124, 14 e 23:

1. Quelli che confidano nel Signore sono come il monte Siòn: esso non vacillerà lungo i secoli.

Tropario, Tono 7: Ti trasfiguri sul monte, Cristo Dio,* e mostri la tua gloria ai discepoli, come possono.* anche a noi peccatori irradia la tua luce sempiterna,* per le preghiere della Deìpara; o Illuminante, gloria a te.

2. I monti intorno ad essa, e il Signore intorno al suo popolo, da ora e per sempre.

Tropario.

3. Signore, chi sarà ospite alla tua dimora, chi dimorerà sul tuo monte santo?

Tropario.

4. Chi salirà al monte del Signore, e chi sosterà nel suo luogo santo?

Tropario.

PASQUA

PRIMA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 65

1. Acclamate al Signore, terra tutta.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. Acclamate al Signore, terra tutta, arpeggiate al suo nome, sommate gloria alla sua lode.

3. Dite a Dio: come sono terribili le tue opere. Davanti alla tua gran potenza i tuoi nemici di te diranno falsità.

4. Tutta la terra ti adori e arpeggi a te; arpeggi al tuo Nome, o Altissimo.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 66:

1. Dio ci indulga e ci benedica.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Salvaci, Figlio di Dio che sei risorto dai morti; ti intoniamo: Alleluia.

2. Dio ci indulga e ci benedica; manifesti il suo volto su di noi e ci usi misericordia.

3. Affinché si conosca la tua via sulla terra, la tua Salvezza fra tutte le nazioni.

4. I popoli ti confessino, o Dio, ti confessino i popoli tutti.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA, Tono 5:

Salmo 67:

1. Dio sorga e i suoi nemici siano dispersi.

Tropario, Tono 5: Cristo è risorto dai morti:* con la morte ha sconfitto la morte* e a chi giace nei sepolcri* ha donato vita.

2. Dio sorga e i suoi nemici siano dispersi, e quelli che lo odiano fuggano dal suo volto.

Tropario.

3. come svanisce il fumo, svaniscano; come la cera strugge davanti al volto del fuoco,

Tropario.

4. Così spariscano i peccatori davanti al volto di Dio, e i giusti esultino, si rallegrino alla presenza di Dio

Tropario.

ASCENSIONE (ASSUNZIONE)

PRIMA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 46:

1. Nazioni tutte, battete le mani, acclamate a Dio con voce di esultanza,

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. Perché il Signore, l’Altissimo, è terribile, re grande su tutta la terra.

3. Sottomette i popoli a noi, e le nazioni sotto i nostri piedi.

4. Dio sale tra l’acclamazione, il Signore sale al suono di tromba.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 47:

1. Grande è il Signore, e molto da lodare, nella città del nostro Dio, sul suo monte santo.

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Salvaci, Figlio di Dio che in gloria sei assunto ai cieli, ti intoniamo: Alleluia.

2. Le vette di Siòn, i fianchi di settentrione, sono la città del gran Re.

3. Dio, che sta nei suoi palazzi, si fa conoscere quando la soccorre.

4. Ecco, infatti, che i re della terra si adunano, irrompono tutti insieme.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA, Tono 4:

Salmo 48:

1. Ascoltate questo, nazioni tutte, prestate orecchio, voi tutti abitanti dell’universo,

Tropario, Tono 4: Sei assunto in gloria, Cristo nostro Dio,* e lasci ai tuoi apostoli gioia* nel promettere il santo Spirito:* la tua benedizione li conferma* che tu sei il Figlio di Dio, il redentore del mondo.

Tropario.

2. Voi, nati dalla terra e figli d’uomini, tutti insieme, ricco e povero.

Tropario.

3. La mia bocca dirà sapienza, e intendimento il meditare del mio cuore.

Tropario.

4. Tenderò l’orecchio alla parabola, aprirò con il salterio il mio quesito.

Tropario.

PENTECOSTE

PRIMA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 18:

1. I cieli narrano la gloria di Dio,

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Per le preghiere della Deìpara, Salvatore, salvaci.

2. I cieli narrano la gloria di Dio, il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.

3. Giorno trasmette a giorno la parola, notte annuncia a notte la conoscenza.

4. Per tutta la terra è uscito il loro suono, e le loro parole fino ai confini dell’universo.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ANTIFONA, Tono 2:

Salmo 19:

1. Il Signore ti esaudisca nel giorno della tribolazione,

Ritornello dopo ciascuno dei versetti e del “Gloria”: Salvaci, Confortatore buono, ti intoniamo: Alleluia.

2. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.

3. Ti mandi l’aiuto dal santuario e da Siòn ti soccorra.

4. Il Signore ti dia come il tuo cuore chiede, e compia ogni tuo disegno.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito; e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Segue: Unigenito Figlio e Verbo di Dio, tu sei immortale* e per la nostra salvezza hai accettato* di incarnarti dalla santa Deìpara e semprevergine Maria;* senza mutamento ti sei umanato;* sei stato crocefisso, Cristo Dio, e con la morte hai sconfitto la morte;* tu sei uno della santa Trinità,* glorificato con il Padre e il santo Spirito:* salvaci. (cfr Fil. 2: 6-11)

TERZA ANTIFONA, Tono 8:

Salmo 20:

1. Signore, il re si rallegrerà della tua potenza,

Tropario, Tono 8: Benedetto sei tu, nostro Dio,* che hai mostrato sapienti i pescatori,* inviando loro lo Sirito santo,* e che per mezzo loro hai preso nelle reti l’universo.* O benigno, gloria a te.

2. Signore, il re si rallegrerà della tua potenza e per la tua Salvezza esulterà grandemente.

Tropario.

3. Gli concesso l’aspirazione del suo cuore e non gli hai negato la supplica delle sue labbra.

Tropario.

Lo hai prevenuto di benedizioni di soavità, gli hai posto sul capo una corona in pietra preziosa.

Tropario.

INNI FESTIVI DELL’INGRESSO CON IL VANGELO

ESALTAZIONE DELLA CROCE

Esaltate il Signore nostro Dio e adorate lo sgabello dei suoi piedi, perché è santo. Salvaci, Figlio di Dio che sei crocifisso nella carne, ti intoniamo: Alleluia.

NATALE

Dal seno prima dell’aurora ti ho generato: ha giurato il Signore, e non si smentirà; tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedèk. Salvaci, Figlio di Dio che sei partorito dalla Vergine, ti intoniamo: Alleluia.

TEOFANIA

Benedetto Colui che viene nel nome del Signore: Dio Signore è apparso a noi: Salvaci, Figlio di Dio che nel Giordano sei battezzato da Giovanni, ti intoniamo: Alleluia.

INCONTRO

Il Signore ha fatto conoscere la salvezza da lui di fronte a tutte le nazioni: Salvaci, Figlio di Dio che sei accolto tra le braccia dal giusto Simeone, ti intoniamo: Alleluia.

ANNUNCIAZIONE

Annunciate giorno dopo giorno la Salvezza dal nostro Dio. Salvaci, Figlio di Dio che assumi la carne per noi, ti intoniamo: Alleluia.

DOMENICA DELLE PALME

Benedetto colui che viene nel nome del Signore: Dio Signore si è manifestato a noi: Salvaci, Figlio di Dio che siedi su un puledro d’asina, ti intoniamo: Alleluia.

DOMENICA DI PASQUA E TUTTA LA SETTIMANA DEL RINNOVAMENTO

Nelle adunanze benedite Dio Signore, voi casata di Israele. Salvaci, Figlio di Dio che sei risorto dai morti; ti intoniamo: Alleluia.

ASSUNZIONE (ASCENSIONE)

Dio è asceso con clamore, il Signore al suono di tromba. Salvaci, Figlio di Dio che in gloria sei assunto ai cieli via da noi, ti intoniamo: Alleluia.

PENTECOSTE E LUNEDÌ DEL SANTO SPIRITO

Innàlzati, Signore, nella tua potenza, canteremo e arpeggeremo alle tue gesta. Salvaci, Confortatore buono, ti intoniamo: Alleluia.

TRASFIGURAZIONE

Presso di te è la fonte della vita, e nella tua luce vedremo la luce. Salvaci, Figlio di Dio che ti trasfiguri sul monte Tabòr, ti intoniamo: Alleluia.

TROPARI AL POSTO DEL DEL TRISAGIO

PASQUA E SETTIMANA DEL RINNOVAMENTO, PENTECOSTE, NATALE, EPIFANIA

Quanti in Cristo foste battezzati, di Cristo siete stati vestiti. Alleluia.

ESALTAZIONE DELLA CROCE

Adoriamo la tua Croce, Signore, e glorifichiamo la tua santa Resurrezione.

TROPARI, CONTACI E DEIPARI RESURREZIONALI NEGLI OTTO TONI

TONO 1°

TROPARIO

La pietra è sigillata dai Giudei* e i soldati fanno guardia al tuo illibato corpo,* ma tu risorgi al terzo giorno, Salvatore,* e doni al mondo la vita;* le milizie dei cieli perciò ti gridano, Avvivatore:* Gloria alla tua resurrezione, o Cristo,* gloria al tuo regno,* gloria al tuo progetto,* o unico benigno.

DEÌPARO

Gabriele ti proferisce “Gioisci!”, o Vergine,* e a quella voce il Sovrano di tutto si incarna in te, arca santa,* come dice di te Davide il giusto;* sei assurta a più vasta dei cieli nel portare il tuo Creatore;* gloria a lui che ha abitato in te,* gloria a lui che proviene da te* gloria a lui che ci affranca mediante il tuo parto.

CONTACIO

Risorgi in gloria dalla tomba, qual Dio,* e con te risusciti il mondo;* la natura dei mortali ti inneggia Dio,* la morte si è dileguata,* Adamo danza, o Sovrano,* Eva, redenta dalle catene, grida di gioia:* Tu sei colui che concede a tutti,* o Cristo, la resurrezione.

TONO 2°

TROPARIO

Discendi alla morte tu, Vita immortale,* e uccidi l’ade col bagliore della tua divinità;* risusciti anche i morti da sotterra* e tutte le milizie dei cieli gridano:* Avvivatore, Cristo, nostro Dio, gloria a te.

DEÌPARO

Tutti oltre il pensabile,* tutti oltremodo gloriosi sono i tuoi misteri, Deìpara:* suggellata dalla castità e custodita dalla verginità,* sei riconosciuta Madre non astratta* che hai partorito il vero Dio:* imploralo che siano salvate le nostre anime.

CONTACIO

Risorgi dalla tomba, Salvatore onnipossente,* e l’ade alla vista del prodigio stupisce,* i morti risorgono,* il creato gioisce in te,* anche Adamo esulta* e il mondo, o mio Salvatore, ti inneggia in perpetuo.

TONO 3°

TROPARIO

Si rallegrino nei cieli,* siano esultanti sulla terra,* perché il Signore compie* un atto di forza col suo braccio,* sconfigge la morte con la morte,* dei morti si rende primogenito,* ci libera dal ventre dell’ade* e concede al mondo la grande misericordia.

DEÌPARO

Sei mezzo di salvezza della nostra gente* e a te inneggiamo, Deìpara Vergine:* nella carne assunta da te,* il Figlio tuo e nostro Dio* accetta il patimento della Croce* e ci riscatta dalla corruzione, qual benigno.

CONTACIO

Sei risorto oggi, o Indulgente, dalla tomba* e ci togli dalle porte della morte;* oggi Adamo danza ed Eva gioisce,* e i profeti con i patriarchi inneggiano senza posa* alla forza divina della tua maestà.

TONO 4°

TROPARIO

È risorto! le discepole del Signore* apprendono dall’angelo* questo fulgido proclama,* ripudiano la ritrosia dei progenitori* e, sicure, dicono agli apostoli:* La morte è spogliata,* Cristo Dio si è destato* e dona al mondo la grande misericordia.

DEÌPARO

Il mistero da sempre nascosto* e anche agli angeli ignoto ,* per mezzo tuo, Deìpara, è rivelato a noi in terra:* Dio si incarna in un’unione non confusa* ed accetta per noi volente la croce;* con essa ha risuscitato Adamo* e così ha salvato dalla morte le nostre anime.

CONTACIO

Il mio salvatore e liberatore* risuscita dalla tomba, qual Dio, i nati in terra, via dalle catene,* spezza le porte dell’ade* e, qual Sovrano,* risorge al terzo giorno.

TONO 5°

TROPARIO

Il Verbo assoluto, pari al Padre e allo Spirito,* e partorito dalla Vergine per la nostra salvezza,* inneggiamolo, o credenti e adoriamolo;* ha infatti gradito di salire la croce nella carne,* di subire la morte* e ridestare i morti* nella sua gloriosa resurrezione.

DEÌPARO

Gioisci, porta del Signore giammai varcata;* gioisci, muro e riparo di chi a te ricorre;* gioisci, porto senza tempeste, ignara di nozze:* hai partorito il tuo creatore e Dio nella carne;* non cessare di intercedere* per coloro che inneggiano* e adorano il tuo figliolo.

CONTACIO

Sino all’ade sei sceso, o mio salvatore,* e ne hai demolito le porte, qual onnipossente;* hai risuscitato con te i morti qual Creatore;* hai spezzato il pungolo della morte* e liberato Adamo dalla maledizione, o benigno;* tutti noi perciò ti gridiamo: Salvaci, Signore.

TONO 6°

TROPARIO

Milizie di angeli sul tuo sepolcro,* le sentinelle tramortite* e Maria ferma alla tua tomba,* in cerca del tuo illibato corpo:* tu hai predato l’ade senza esserne colto,* vai tu incontro alla Vergine e doni vita,* tu sei risorto dai morti,* Signore, gloria a te.

DEÌPARO

Chiamando benedetta tua Madre,* vai alla passione di tuo libero volere;* sulla croce fai luce,* volendo cercare Adamo,* e poi agli angeli dici:* Rallegratevi con me,* è ritrovata la dracma perduta.* Tutto hai progettato in sapienza, o Dio, gloria a te.

CONTACIO

Con la vivida mano Cristo Dio,* l’Avvivante, risuscita tutti i morti* dalle tenebrose caverne* e concede la risurrezione all’argilla mortale:* Egli è di tutti salvatore,* risurrezione e vita, egli di tutto è Dio.

TONO 7°

TROPARIO

Hai dissolto la morte con la tua croce,* hai aperto il paradiso al ladrone,* hai ribaltato il lutto delle recanti mirra* e ai tuoi apostoli hai ordinato* che sei risorto, Cristo Dio:* tu concedi al mondo la grande misericordia.

DEÌPARO

Quale scrigno della nostra resurrezione,* solleva dalla fossa e dal gorgo delle colpe* chi in te confida, o in tutto inneggiata:* tu hai salvato, partorendo la salvezza,* noi passibili di peccato,* tu, prima del parto vergine, nel parto vergine e dopo il parto ancora vergine.

CONTACIO

Mai più la forza del peccato potrà domare i mortali:* Cristo è sceso a spaccarne e dissolvere i poteri;* l’ade è incatenato, i profeti a una voce esultano;* È giunto, dicono, il Salvatore a chi vive nella fede;* uscite, fedeli, verso la resurrezione.

TONO 8°

TROPARIO

Sei sceso dall’alto, o generoso,* hai accettato la sepoltura di tre giorni* per affrancarci dalle passioni;* vita e resurrezione nostra, Signore, gloria a te.

DEÌPARO

Sei nato per noi dalla vergine,* hai subìto la crocifissione, o buono,* hai spogliato la morte con la morte* e mostrato il tuo risveglio, qual Dio:* non eludere chi hai plasmato di tua mano,* mostra la tua benignità, o misericorde,* esaudisci colei che ti ha partorito da Deìpara, ad intercedere per noi* e salva, o nostro salvatore,* il popolo che ha perduto speranza.

CONTACIO

Risorto dal sepolcro, hai ridestato i morti* e risuscitato Adamo; ed Eva danza nella tua resurrezione* e i confini del mondo fanno festa* al tuo risveglio dai morti, o provvidente.

VERSETTI DOMENICALI DEL RESPONSORIO (PROCHIMENI)

NEGLI OTTO TONI (numerazione dei LXX)

Schema del canto: A/A – B/A – A1 //A2

TONO 1° (Ps. 32: 22 e 1

A. Scenda, Signore, la tua misericordia su di noi, per come abbiamo sperato in te.

B. Esultate, giusti, nel Signore, agli uomini retti si addice la lode.

TONO 2° (Ps. 117: 14 e 18)

A. Mia forza e mio inneggiare è il Signore, e si è reso mia salvezza.

B. Il Signore mi ha casticato e castigato, ma non mi ha consegnato alla morte.

TONO 3° (Ps. 46: 7 e 1)

A. Arpeggiate al nostro Dio, arpeggiate al nostro re, arpeggiate.

B. Nazioni tutte, battete le mani, acclamate a Dio con voce di esultanza.

TONO 4° (Ps. 103: 24 e 1)

A. Quanto sono grandi le tue opere, Signore, tutte le fai create con sapienza.

B. Anima mia, benedici il Signore; Signore, mio Dio, quanto sei grande.

TONO 5° (Ps. 11: 8 e 1)

A. Tu, Signore, ci custodirai e serberai in questa generazione e per sempre.

B. Salvami, Signore, manca chi è devoto, sono svanite le verità dai figli degli uomini.

TONO 6° (Ps. 27: 9 e 1)

A. Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità.

B. A te, Signore, avrò gridato, o mio Dio, non tacere lontano da me.

TONO 7° (Ps. 28: 11 e 1)

A. Il Signore darà forza al tuo popolo, il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

B. Figli di Dio, offrite al Signore nati di montone, offrite al Signore gloria e onore.

TONO 8° (Ps. 75: 12 e 1)

A. Pronunciate voti al Signore e compiteli al Signore nostro Dio.

B. Dio è noto in Giudea, in Israele è grande il suo nome.

VERSETTI SALMICI DOMENICALI DEGLI ALLELUIA

NEGLI OTTO TONI (numerazione dei LXX)

TONO 1° (Ps. 17: 48 e 51)

A. Dio mi ha dato vendette e ha assoggettato a me i popoli.

B. Egli dà grandi salvezze al suo re e fa misericordia al suo crismato Davide, e alla sua discendenza per sempre.

TONO 2° (Ps. 19: 1 e 10)

A. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.

B. Signore, salva il re ed ascoltaci nel giorno in cui ti invocheremo.

TONO 3° (Ps. 70: 1 e 3)

A. In te, Signore, ho sperato, non sia io confuso per sempre.

B. XXXSIIXXX per me Dio DIFENSORE e PUNTO SICURO per salvarmi: sei tu il mio sostegno e il mio rifugio.

TONO 4° (Ps. 17: 48 e 51)

A. Contendi, prevali e regna con verità, mitezza e giustizia; e la tua destra ti guiderà a meraviglia.

B. Ami la giustizia e detesti l’iniquità, Dio perciò ti ha crismato, il tuo Dio, con olio di esultanza, al di sopra dei tuoi pari.

TONO 5° (Ps. 88: 1 e 3)

A. Le tue misericordie, Signore, io canterò per sempre; di generazione in generazione annunzierò la verità con la mia bocca.

B. Hai detto: Per sempre resterà edificata la misericordia, nei cieli resterà approntata la tua verità.

TONO 6° (Ps. 90: 1 e 2)

A. Chi abita nell’aiuto dell’Altissimo dimorerà al suo riparo, del Dio del cielo.

B. Dirà al Signore: Tu sei il mio soccorso e il mio rigugio, Dio mio, ed io spererò in te.

TONO 7° (Ps. 91: 2 e 3)

A. È bene confessare il Signore e arpeggiare al tuo nome, o Altissimo.

B. Per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità nel corso della notte.

TONO 8° (Ps. 94: 1 e 2)

A. Venite, esultiamo nel Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore.

B. Presentiamoci al suo volto in atto di confessione e acclamiamolo con salmi.

INNI ALLA COMUNIONE (COMMUNICATORI)

DOMENICA (Ps.148:1)

Lodate il Signore, egli scende dai cieli; lodatelo, lui abita negli alti cieli. Alleluia.

LUNEDI (Ps.103:4)

Egli fa degli spiriti i suoi angeli, e di fuoco e fiamma i suoi incaricati.

MARTEDI (Ps.111:6-7)

Il giusto sarà nella memoria eterna, non temerà un annuncio cattivo.

MERCOLEDI (Ps.115:4)

Prenderò il calice della salvezza, e invocherò il nome del Signore.

GIOVEDI (Ps.18:5)

Per tutta la terra è uscito il loro dire, e le loro parole fino ai confini dell’universo.

VENERDI (Ps.73:12)

Hai operato salvezza in mezzo alla terra, o Dio.

SABATO (Ps.32:1)

Esultate nel Signore, o giusti, a chi è retto si addice la lode.

PER I DEFUNTI (cfr Ps. 64:5)

Beato colui che hai scelto e preso con te, Signore, e la loro memoria andrà di generazione in generazione.

PER LE FESTE DELLA DEÌPARA (Ps.115:4)

Prenderò il calice della salvezza, e invocherò il nome del Signore.

PER LE FESTE DEGLI APOSTOLI (Ps.18:5)

Per tutta la terra è uscito il loro dire, e le loro parole fino ai confini dell’universo.

PER LA MEMORIA DEI SANTI (Ps.111:6-7)

Il giusto sarà nella memoria eterna, non temerà un annuncio cattivo.

CONGEDI DOMENICALI E FERIALI

DOMENICA

Colui che è risorto dai morti, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei santi, gloriosi e illustri apostoli e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli (oppure: san Basilio il Grande, arcivescovo di Cesarea di Cappadocia), di san N. (del tempio), di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

LUNEDÌ

Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, per i patrocini delle insigni e sovraccelesti milizie incorporee, per le implorazioni dei santi, gloriosi e illustri apostoli e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, di san N. (del tempio) di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

MARTEDÌ

Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, per le suppliche dell’insigne e glorioso profeta, precursore e battista Giovanni, per le implorazioni dei santi, gloriosi e illustri apostoli e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, di san N. (del tempio), di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

MERCOLEDÌ E VENERDÌ

Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, per la potenza della preziosa e vitale croce,le implorazioni dei santi, gloriosi e illustri apostoli e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, di san N. (del tempio), di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

GIOVEDÌ

Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre,le suppliche dei santi, gloriosi e illustri apostoli,le implorazioni del nostro padre tra i santi Nicola, arcivescovo di Mira nella Licia, taumaturgo, e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, di san N. (del tempio), di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

SABATO

Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre,le suppliche dei santi, gloriosi e illustri apostoli,le suppliche dei santi, gloriosi e vittoriosi martiri, dei devoti recanti Dio nostri padri, e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, di san N. (del tempio), di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

CONGEDI FESTIVI

ESALTAZIONE DELLA CROCE

Colui che è risorto dai morti, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

NATALE

Colui che è nato in una grotta ed è stato adagiato in una mangiatoiala nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

CIRCONCISIONE

Colui che all’ottavo giorno ha accettato di farsi circoncidere per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

TEOFANIA

Colui che nel Giordano ha accettato di farsi battezzare da Giovannila nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

INCONTRO

Colui che ha accettato di farsi tenere in braccio dal giusto Simeone per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

DOMENICA DELLE PALME

Colui che ha accettato di salire su un puledro d’asina per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

DAL VESPRO DEL GRANDE E SANTO LUNEDI FINO AL MERCOLEDI

Il Signore, che è pervenuto alla volontaria Passione per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, ci abia in misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

GRANDE E SANTO GIOVEDI

Colui che ha subìto sputi, flagelli e schiaffi, croce e morte per la salvezza del mondo, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

GRANDE E SANTO VENERDI

Colui che per noi uomini e per la nostra salvezza ha accettato nella carne le terribili sofferenze, la vitale Croce e la volontaria sepoltura, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

DOMENICA DI PASQUA E SETTIMANA DEL RINNOVAMENTO

FINO ALLA DOMENICA DI TOMMASO COMPRESA

Colui che è risorto dai morti e ha sconfitto la morte con la morte e a chi giace nei sepolcri ha largito vita, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

DAL CONGEDO DELLA DOMENICA DI TOMMASO

FINO AL CONGEDO DI PASQUA

Colui che è risorto dai morti, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei santi, gloriosi e illustri apostoli e del nostro padre tra i santi Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, di san N. (del tempio), di san N. (del giorno), dei santi e giusti avi di Dio Gioacchino e Anna e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

ASSUNZIONE (ASCENSIONE)

Colui che è stato assunto ai cieli via da noi e siede alla destra del Padre, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

PENTECOSTE

Colui che dal Cielo ha mandato in apparenza di lingue di fuoco il tutto santo Spirito sopra i suoi Discepoli e Apostoli, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

AL VESPRO DELLA GENUFLESSIONE, LA SERA DOPO PENTECOSTE

Colui che è dal seno del Padre ed ha svuotato sé stesso, è sceso dal cielo in terra, ha assunto tutta la nostra natura e l’ha deificata; che poi è risalito ai cieli e si è assiso alla destra di Dio Padre; che di là ha mandato lo Spirito pari al Padre e il Figlio divino, santo, essenziale, potente, glorioso ed eterno, sui suoi discepoli e apostoli e per suo tramite li ha illuminati, e così per mezzo loro ha illuminato tutto l’universo, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua santa e illibata madre, dei santi gloriosi, illustri apostoli araldi di Dio e latori dello Spirito, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

TRASFIGURAZIONE

Colui che sul monte Tabòr si è trasfigurato nella gloria davanti ai suoi santi Dicepoli e Apostoli, Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei devoti recanti Dio nostri padri, e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

Nelle feste del Signore e della Deìpara il sacerdote dice la formula breve del congedo, cioè quella che non tiene conto del giorno della settimana e non fa menzione né del santo del tempio, né del giorno, né dei santi avi di Dio Gioacchino ed Anna. Ciò vale per il solo giorno della festa. Durante l’ottava egli dice la formula completa, ma senza la menzione della croce mercoledì e venerdì. Il giorno della chiusura della festa egli dice la formula breve, ma aggiungendo la menzione del santo del giorno. La formula breve: Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua illibata madre, dei santi recanti Dio nostri padri, di san (N.) (di santa N.) e di tutti i santi, abbia misericordia e ci salvi, qual buono e benigno.

Per le feste del Signore, l’inizio della formula varia a seconda del mistero festeggiato; quando tuttavia la Circoncisione e l’Incontro coincidono con la domenica, la formula domenicale prevale su quella della festa; lo stesso vale per la dopo-festa e per la chiusura delle grandi feste del Signore.

Per le feste della Deìpara la formula nel congedo è sempre la stessa: Per le preghiere della sua tuttaillibata Madre, senza menzione del mistero celebrato.

Egualmente per le feste dei santi non si menziona l’avvenimento (nascita, trapasso, traslazione delle reliquie) che ha motivato la celebrazione. Nelle grandi feste dei santi, il sacerdote dice la formula breve del congedo, con la sola menzione della Deìpara, del santo festeggiato, dell’autore della Divina Liturgia e di tutti i santi.

Al termine del congedo il coro canta direttamente i voti di molti anni (policronio).

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